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Sorrentino c'è ma non si vede

(RSI)

Visita sul set grigionese di "La giovinezza"

"È scaramantico". "È concentrato". "Non vuole che si sappiano troppi dettagli in anticipo, per non vanificare l'impatto del film". "È come Kubrick", azzarda il proprietario dello Schatzalp Hotel di Davos, Pius App. Del resto a più d'uno la location ha ricordato l'Overlook Hotel di Shining.

Fatto sta che quando andiamo sul set di La giovinezza il regista italiano Paolo Sorrentino resta inafferrabile: un fantasma che aleggia e si intravvede al massimo da lontano. Meno impalpabili i suoi attori, Michael Caine, Harvey Keitel, Paul Dano, che nelle pause si aggirano tranquillamente per i corridoi. Però restano - come il regista - rigorosamente non fotografabili, non filmabili e non disturbabili.

Il film, coproduzione dell'italiana Indigo Film e minoritariamente della zurighese C-Films insieme alla RSI, è girato quasi interamente in Svizzera: 42 giorni su circa 50 di riprese. Prima a Flims, poi a Davos. Per il resto brevi scene a Roma,Venezia, Londra, a comporre una vicenda che a dispetto del titolo si occupa di protagonisti anziani.

"Parla di un vecchio compositore e direttore d'orchestra, Fred Ballinger, che trascorre un soggiorno sulle Alpi svizzere. Lo raggiunge un amico di lunga data, che fa il regista. Passano del tempo insieme nell'albergo, rievocando la loro vita, riflettendo sul futuro e sul passato" ci dice Gabriella De Gara, responsabile Produzione Fiction della RSI.

L'albergo, ex sanatorio, è tra quelli evocati da Thomas Mann in "La montagna incantata". Nello splendido salone il tempo pare essersi fermato. I tavoli sono apparecchiati per la scena in cui Caine e Keitel scommettono sul momento in cui una coppia tedesca inizierà a parlare. Molto di più non è dato sapere. Fino a quando il film non arriverà sullo schermo.

mz

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