Si riapre il dossier europeo
Venerdì Berna presenterà una dichiarazione congiunta concordata con la Commissione UE, secondo quanto annunciano fonti di Bruxelles.
C’è uno spiraglio nei complicati rapporti tra la Svizzera e l’Unione Europea. Venerdì prossimo, secondo quanto ha rivelato a margine di un incontro con i media il vicepresidente della Commissione UE Maros Sefcovic, il governo elvetico divulgherà la dichiarazione congiunta, messa a punto con Bruxelles.
Per il momento però il portavoce del Governo federale, André Simonazzi, non ha voluto confermare l’indiscrezione del politico slovacco.
Si tratta di un primo passo concreto dopo lo stop deciso da Berna nel maggio 2021 alle trattative sull’accordo istituzionale con la controparte e che segue i colloqui esplorativi che avevano lo scopo di riannodare le relazioni bilaterali.
Non è ancora un vero e proprio mandato negoziale, con cui Commissione UE e Consiglio federale impartiranno le loro istruzioni alle rispettive delegazioni incaricate a riprendere le trattative. In ogni caso Maros Sefcovic ha sottolineato “l’atteggiamento costruttivo” di Berna negli ultimi incontri ed espresso soddisfazione, a nome della Commissione UE, per aver elaborato la dichiarazione congiunta.
L’auspicio, ha precisato il commissario europeo cui compete il dossier svizzero, è che i negoziati possano procedere rapidamente e di poter giungere a un’intesa con Berna prima della scadenza del mandato dell’esecutivo UE, previsto per l’autunno del prossimo anno.
La dichiarazione costituisce una base per le future trattative che hanno l’obiettivo di sottoscrivere un pacchetto di accordi fra Berna e Bruxelles. In questo pacchetto non vi saranno solo questioni di ordine istituzionale, come quelle bocciate nel precedente round negoziale (competenza dei giudici europei, recepimento dinamico delle norme UE nell’ordinamento elvetico) ma anche intese su energia, salute e sicurezza delle derrate alimentari.
Sono previste anche disposizioni per la riammissione della Confederazione ai programmi di ricerca e formazione “Horizon Europe” ed “Erasmus plus”, su cui insiste da tempo Berna.
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