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Senza la neve, al WEF la sicurezza si intensifica

Barricate in preparazione a Davos
Il costo dell'operazione non è tuttavia aumentato. © Keystone / Gian Ehrenzeller

In assenza dell'ostacolo naturale solitamente presente al World Economic Forum di gennaio, l'Esercito ha dovuto quest'anno ispessire i controlli.

Durante questa edizione il World Economic Forum di Davos (WEF) non ci sarà la neve che solitamente blocca diversi punti di accesso all’evento di portata mondiale. Perciò le forze d’intervento dovranno monitorare anche numerose valli laterali. L’attività, tuttavia, non avrà alcun impatto sulle finanze federali.

Rispetto alle edizioni invernali, sul terreno sarà attiva una compagnia supplementare di militi. Questa la dichiarazione di oggi ai media da parte del divisionario Lucas Caduff. Le forze aggiuntive hanno il compito di controllare gli accessi che sono aperti a causa della mancanza di neve.

Droni dell’esercito vigili

“Le recinzioni di protezione sui campi e sulle strade sono necessarie per garantire la sicurezza generale”, ha continuato Caduff. “Tutti i punti di accesso saranno inoltre monitorati da droni dell’esercito”.

I costi per il dispiegamento dell’armata svizzera ammontano ad un massimo di 32 milioni di franchi e non superano il finanziamento ordinario da parte della Confederazione. Alcuni militi impegnati in un corso di ripetizione sono infatti stati trasferiti al WEF.

Stando alla dichiarazione di Caduff, l’edizione di quest’anno prevede un costo maggiore di circa quattro milioni di franchi e sarà suddiviso fra Confederazione e Cantone dei Grigioni. Nove milioni sono invece stati stanziati per l’impiego di agenti di polizia. Il colonnello Walter Schlegel ha spiegato che l’importo effettivo potrà essere definito soltanto dopo l’evento.

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Diplomazia e incontri

Per quanto concerne gli appuntamenti previsti per il presidente della Confederazione, Ignazio Cassis incontrerà a Davos il capo della diplomazia ucraina Dmytro Kuleba. La guerra in Ucraina sarà un tema di discussione anche per gli altri membri della delegazione del Consiglio federale. In programma ci sono una trentina di incontri bilaterali in tutto.

Dopo il discorso di apertura di lunedì, il Presidente della Confederazione incontrerà Kuleba martedì, a poche settimane dalla conferenza sulla riforma dell’Ucraina, prevista il 4 e 5 luglio a Lugano. La Cancelleria federale ha comunicato che venerdì vedrà anche il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez. A Davos non sono invece previsti incontri con i rappresentanti dell’UE su questioni politiche. La Commissione europea ha recentemente inviato alla Svizzera una lista di domande a cui rispondere nel tentativo di rilanciare il dialogo tra le due parti.

Il vicepresidente del Consiglio federale, Alain Berset, sarà a colloquio con i presidenti di Colombia, Ivan Duque, e Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa. Incontrerà anche i capi di governo di Tunisia, Najla Bouden, e Kosovo, Albin Kurti. Il capo del Dipartimento federale dell’interno (DFI) parteciperà anche a una discussione sulla salute globale al WEF.

La ministra della difesa Viola Amherd incontrerà il Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg, le cui dichiarazioni saranno oggetto di particolare attenzione a Davos in relazione alla guerra in Ucraina. I due dovrebbero discutere anche dei Balcani occidentali.

Due ministri con Habeck

Anche i consiglieri federali responsabili delle finanze, Ueli Maurer, e dell’economia, Guy Parmelin, hanno in previsione una serie di incontri. Prima ancora dell’inizio del WEF, Parmelin, insieme alla collega Simonetta Sommaruga, incontrerà domenica la controparte tedesca e il vicecancelliere Robert Habeck per discutere degli effetti della guerra in Ucraina sulle forniture energetiche.

La ministra dell’ambiente incontrerà anche l’inviato cinese Xie Zhenhua, per discutere di cambiamenti climatici, uno dei temi chiave dell’incontro di Davos.

Poche settimane prima della riunione ministeriale dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) a Ginevra, il capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) discuterà con diversi ministri del commercio. Incontrerà anche il Commissario europeo responsabile di questo tema.

La “Casa Svizzera” (House of Switzerland), allestita al WEF, offrirà un ambiente più informale. Sono previsti diversi dibattiti in presenza di consiglieri federali.
 

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