Produzione italo-svizzera Cannes, applausi per 'Sicilian Ghost Story'


La ‘Semaine de la critique’ del 70esimo Festival di Cannes si è aperta giovedì con una coproduzione italo-svizzera. Applausi ripetuti, alla fine della proiezione, per ‘Sicilian Ghost Story’ di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza.

Il film rievoca un efferato omicidio di mafia, quello del tredicenne Giuseppe di Matteo, rapito per 779 giorni e sciolto nell’acido nel 1996.

La pellicola, tuttavia, ha toni di una fiaba d’amore tra ragazzi. Variety ha titolato: “I fratelli Grimm incontrano Cosa nostra”. I malavitosi restano praticamente invisibili, trattati in maniera completamente diversa rispetto a serie criminali come ‘Gomorra’.

‘Sicilian Ghost Story’ è la storia di Luna, una ragazza siciliana che non potendo accettare la scomparsa misteriosa del suo compagno di classe 13enne, Giuseppe, si appresta a “scoprire un mondo oscuro e ignoto”.

È prodotto dall’italiana Indigo, con la ticinese Ventura Film e la Radiotelevisione svizzera RSI.


Quattro anni fa, i due registi avevano ottenuto il Grand Prix e il Visionary Award della Settimana della Critica con il loro primo film "Salvo".

Quanto all’attrice bernese Sabine Timoteo, è stata presente alla competizione di Cannes l'ultima volta con la coproduzione svizzera ‘Le Meraviglie’, che si era aggiudicata il Grand Prix du Jury nel 2014.

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