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Scontro frontale Roma-Parigi sui migranti

Migranti da tre settimane sulla Ocean Viking Copyright 2022 The Associated Press. All Rights Reserved

La Francia accetta di accogliere la Ocean Viking ma blocca l’arrivo di 3'500 profughi dall’Italia e invita gli altri Paesi UE a fare altrettanto.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 novembre 2022 - 18:07
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

Le ultime decisioni del governo Meloni fanno scoppiare una crisi diplomatica con la Francia. In seguito alla mancata accoglienza della nave con a bordo oltre 230 migranti, che sta facendo rotta verso Tolone, Parigi ha fatto sapere – per bocca del ministro dell’Interno Gérald Darmanin - che assumerà delle misure di "rafforzamento dei controlli alle frontiere" con l'Italia.

Ma c’è di più: dall’atteggiamento italiano in tema di immigrazione il governo francese. Ha continuato il ministro, “trarrà tutte le conseguenze” anche in merito agli altri aspetti della relazione bilaterale. Un terzo dei passeggeri e delle passeggere dell’Ocean Viking che Roma si è rifiutata di far sbarcare per “una scelta incomprensibile”, ha precisato Gérald Darmanin, sarà ricollocato in Francia.

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Nel contempo Parigi ha comunicato che sospenderà l’accordo che prevedeva l'accoglienza prevista di 3’500 rifugiati/e che si trovano attualmente in Italia e invita "tutti gli altri partecipanti" al meccanismo di ricollocamento europeo dei migranti, "in particolare la Germania", a fare la stessa cosa.

Perché quella di Roma sarebbe una “scelta incomprensibile”?

Per il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani quella francese è una “Reazione sproporzionata". Di fronte alla richiesta di dare accoglienza a 234 migranti, ha aggiunto il ministro italiano dell'interno, Matteo Piantedosi, - quando l'Italia ne ha accolti 90’000 solo quest'anno -, è totalmente incomprensibile di fronte ai continui richiami alla solidarietà dovuta a queste persone. E dimostra, ha rincarato il titolare del Viminale, quanto la postura delle altre nazioni di fronte all'immigrazione illegale sia ferma e determinata.

Da parte sua Xavier Lauth, direttore delle operazioni di Sos Mediterranée, ha affermato che "siamo estremamente sollevati che alla nostra nave sia stato assegnato un porto sicuro in Francia, il che pone fine a una situazione critica”, alludendo al “terribile calvario” patito da donne, bambini e uomini a bordo dell'Ocean Viking.

"Lo sbarco a quasi tre settimane dal loro salvataggio, così lontano dall'area operativa nel Mediterraneo centrale - ha aggiunto - è il risultato di un drammatico fallimento di tutti gli Stati europei, che hanno violato il diritto marittimo in maniera senza precedenti".

Come opera la redistribuzione dei/delle migranti in Europa?

Il 'Meccanismo volontario di solidarietà" per la redistribuzione fa seguito alla dichiarazione adottata lo scorso 10 giugno a Lussemburgo dal Consiglio europeo affari interni e prevede il ricollocamento annuo di circa 10’000 migranti individuati/e principalmente tra le persone salvate in mare nel Mediterraneo centrale e lungo la rotta atlantica occidentale.

La Dichiarazione è stata condivisa da 19 Stati membri e da 4 associati all'Unione europea (comprese quindi Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein). Impegni veri e propri sono stati però presi finora da 13 Paesi, per un totale di 8’289 quote e l'Italia è il primo beneficiario dei trasferimenti, con 3’500 relocalizzazioni di rifugiati/e entro l'estate 2023.

E proprio la Francia è stato il primo Paese a partecipare al Meccanismo - accogliendo lo scorso 25 agosto 38 richiedenti asilo sbarcati in Italia – ed è quello più generoso, avendo dato la disponibilità ad accogliere 3’500 richiedenti asilo sui 10’000 complessivi previsti dall'accordo. Segue la Germania con 3’000. Con quote decisamente inferiori Portogallo e Irlanda (350), Romania (285) e Norvegia (200).

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