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Scontri a Marawi Jihadisti all’attacco, legge marziale nel sud delle Filippine

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Rodrigo Duterte ha promesso di usare il pugno di ferro contro gli insorti islamici che hanno attaccato la città di Marawi nell’isola di Mindanao. Il presidente è rientrato precipitosamente da Mosca dove si trovava per un vertice con Putin e ha dichiarato la legge marziale nel sud del paese dove è forte la presenza islamica.

La situazione a Marawi resta comunque confusa. Decine di ribelli armati avrebbero preso d’assalto diversi edifici tra cui un carcere e una chiesa, a cui hanno appiccato il fuoco. Un sacerdote e almeno altri 13 fedeli sono stati presi in ostaggio mentre al capo della polizia locale è stata tagliata la testa e altri tre agenti sono rimasti uccisi negli scontri.

Al momento non è chiaro se i jihadisti affiliati all’Isis hanno occupato parte della città o si sono limitati o operazioni mirate ad alcuni centri di interesse. In proposito l’esercito sostiene di avere il controllo di Marawi ma migliaia di civili sarebbero in fuga.

Da parte sua il presidente, che ha evocato l’ex dittatore Ferdinand Marcos, non ha escluso di estendere la legge marziale a tutto l’arcipelago per contrastare la minaccia dell’estremismo islamico. L’attacco di ieri potrebbe essere una risposta al fallito tentativo delle forze speciali di catturare Isnilon Hapilon, comandante del gruppo ribelle Abu Sayyaf che sarebbe stato difeso dai suoi uomini.

tvsvizzera/spal con RSI (24.5.2017)

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