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Salario minimo anche per i lavoratori stranieri distaccati

Presto i lavoratori distaccati potrebbero avere retribuzioni svizzere in alcuni cantoni. Keystone / Cyril Zingaro

Passa in una delle due Camere la mozione Abate con cui si  vuole combattere il dumping salariale favorito dai distaccati di ditte straniere.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 marzo 2022 - 19:52
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

I dipendenti distaccati di imprese estere attive in Svizzera potrebbero essere soggetti alle norme sui salari minimi nei cantoni in cui sono prescritti per legge.

La modifica legislativa avanzata dal governo, in attuazione della mozione presentata nel 2018 dall'ex senatore ticinese Fabio Abate, è infatti stata approvata dalla Camera bassa (Consiglio Nazionale), con 107 voti contro 77 (e 5 astenuti).

Esito non scontato al "Senato"

La partita resta però aperta poiché la proposta, che ha il dichiarato scopo di combattere il dumping salariale e la concorrenza sleale estera, dovrà ora superare l'esame dell'altra Camera, il Consiglio degli Stati. Un passaggio assolutamente non scontato dal momento che nell'autunno scorso i senatori, posti dinnanzi al medesimo quesito, si sono rifiutati di dibattere la questione, votando la "non entrata in materia".

In quell'occasione i consiglieri agli Stati si erano opposti, con 20 voti contro 17, alla revisione della legge sui distaccati (LDist) sostenendo che i cantoni possono decidere autonomamente se imporre o meno l'applicazione dei salari minimi ai lavoratori stranieri e che non era necessario disciplinare la questione a livello federale.

Argomenti ripresi oggi dalla minoranza di centro-destra del Consiglio Nazionale per la quale una legge federale su questo aspetto pregiudicherebbe la contrattazione collettiva.

A nome della commissione, il presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), il ticinese Fabio Regazzi (Alleanza di centro), ha invitato i colleghi ad approvare una legge che creerà uguali condizioni per tutti, facendo in modo che le società estere che distaccano collaboratori in Svizzera non possano venir agevolate dal mancato rispetto dei salari minimi decisi a livello cantonale.

Prerogative cantonali rispettate

Per il parlamentare locarnese occorre evitare distorsioni alla concorrenza a detrimento delle imprese svizzere, senza per questo pregiudicare le prerogative in materia dei cantoni. Nel corso del dibattito è stato peraltro sottolineato, a sostegno del progetto normativo, il sensibile divario salariale tra il cantone sudalpino e le vicine province italiane.  

Nel suo intervento in aula il ministro dell'economia Guy Parmelin ha voluto precisare che la modifica normativa tiene conto della ripartizione delle competenze tra Cantoni e Confederazione stabilita nella Costituzione federale e garantisce l'osservanza del principio di non discriminazione sancito nell'Accordo sulla libera circolazione tra la Svizzera e l'UE.

Attualmente la legge sui distaccati (LDist) non contempla la possibilità di imporre ai datori di lavoro esteri che inviano i propri dipendenti nella Confederazione il rispetto delle condizioni salariali minime prescritte a livello cantonale, così come prevedono Ticino, Neuchâtel e Giura (e più recentemente anche Ginevra Basilea Città).

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