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Rovereto, l'Atene del Trentino

Canali sono stati scavati nel cuore della città per rendere accessibile alle fabbriche la forza motrice del torrente. RsiNews

Le fabbriche della seta si trovavano nel cuore della città dove appositi canali portavano l'acqua necessaria al funzionamento dei filatoi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 luglio 2021 - 14:30
Paolo Martino, RsiNews

Un'epoca d'oro giace tra le pieghe della storia di RoveretoLink esterno e della Valle Lagarina, alla confluenza tra il torrente Leno e il fiume Adige, in Trentino Alto Adige: un'epoca in cui Rovereto era sulla bocca di tutti i commercianti di seta d'Europa per la qualità del suo filato brillante e lucente.

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Camminando tra le rogge, canali scavati nel cuore della città per rendere accessibile alle fabbriche la forza motrice del torrente, e le facciate settecentesche delle case di commercio in cui si faceva sfoggio del prodotto, si sente ancora l'eco di quella fase aurea iniziata sul finire del '500 e che per quattro secoli ha connotato la Città della seta. Poi, repentina e irreversibile, è sopraggiunta la modernizzazione dell'epoca contemporanea, che ha sradicato quel sistema economico: le tracce più profonde sono però tuttora visibili, dal paesaggio punteggiato di gelsi, delle cui foglie i bachi erano ghiotti, alle scalinate settecentesche degli atri dei palazzi, al gusto al gusto raffinato per le arti che fanno ancora oggi di Rovereto l'“Atene del Trentino”.

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