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Riaperture e aiuti alle aziende grazie alla legge Covid

Il presidente Pasrmelin in campo a difesa della legge Covid approvata dalle camere federali. Keystone / Peter Klaunzer

Una bocciatura delle norme in votazione il prossimo 28 novembre metterebbe in seria difficoltà le imprese colpite dalla pandemia e renderebbe molto più difficili i viaggi all'estero.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 settembre 2021 - 21:25
tvsvizzera.it/spal con Keystone/ATS

Lo sostiene il governo, sceso in campo a sostegno della legge covid-19, messa in discussione per la seconda volta da un referendum.

In conferenza stampa, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha detto di essere cosciente che "un gran numero persone e imprese subiscono conseguenze negative" a causa dei provvedimenti adottati dal Consiglio federale per affrontare la pandemia, motivo per il quale le autorità hanno messo a disposizione 70 miliardi di franchi, di cui beneficiano oltre 100'000 aziende.

In merito invece alle contestazioni riguardanti il green pass (obbligatorio nei locali pubblici al chiuso), che ha la sua base legale nell'ultima revisione della legge Covid-19, viene evidenziato dall'esecutivo come esso sia lo strumento che ci permette di ritornare al ristorante, al museo, al cinema e in palestra e di organizzare manifestazioni di cui sarebbe altrimenti impossibile usufruire.

In proposito il ministro della sanità Alain Berset ha ribadito che il certificato sanitario continuerà ad essere richiesto in Svizzera solo il tempo necessario per evitare di sovraccaricare gli ospedali.

Lo stesso non si può dire invece all'estero: per i viaggi al di fuori dei nostri confini è certo che il passaporto verde sarà richiesto per un periodo molto più lungo, dato che gran parte della popolazione mondiale, ha ricordato Berset, non ha avuto ancora accesso al vaccino.

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Il consigliere federale friburghese ha poi voluto precisare che la votazione di novembre non riguarda le misure previste dalla legge sulle epidemie e per questa ragione i provvedimenti adottati in base a quest'ultima - come le mascherine sui trasporti pubblici, la chiusura di determinate strutture e il divieto di organizzare eventi - potranno dunque essere mantenuti o reintrodotti anche qualora la legge covid-19 dovesse essere respinta.

Il popolo ha già votato una volta sulla legge covid-19 lo scorso 13 giugno, quando ha approvato con una maggioranza del 60% la legge adottata dal Parlamento il 25 settembre 2020.

La votazione del 28 novembre riguarda unicamente le modifiche apportate a tale legge il 19 marzo 2021 (in caso di bocciatura della revisione della legge covid-19 verrebbero dunque abrogate unicamente le modifiche alla legge introdotte il 19 marzo). Non sarebbe quindi più possibile, ad esempio, rilasciare green pass, neanche per i viaggi all'estero, precisa l'esecutivo.




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