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Restrizioni UE ai visti per i russi e le russe

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L'Unione Europea sospenderà l'accordo di facilitazione per l'ottenimento dei visti firmato con la Russia nel 2007. La decisione - per ora solo politica, dunque tutta da innervare nel corpo giuridico dell'Ue - è stata presa dai 27 ministri degli Esteri nel corso del consiglio informale di Praga.

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 agosto 2022 - 21:43
Keystone-ATS/spal

Il compromesso tra i falchi (ovvero i Paesi limitrofi, che avrebbero voluto di più) e le colombe (Francia e Germania in primis, ma anche Italia e Spagna) mantiene viva l'unità europea, giudicata un valore imprescindibile, ma viene visto dagli intransigenti solo come "un primo passo".

"Non vogliamo separarci del tutto dalla società civile russa, soprattutto da coloro che sono contrari alla guerra in Ucraina", ha sottolineato l'alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell illustrando i risultati ottenuti dopo i negoziati. 

"Diversi Stati membri però credono che non si possa continuare col business as usual date le condizioni. Inoltre, da metà luglio, abbiamo osservato un aumento del traffico transfrontaliero dalla Russia e tutto ciò pone un rischio alla sicurezza di questi Paesi", ha notato Borrell. 

Ecco perché i falchi - dunque i Baltici, la Polonia e la Finlandia - potranno varare "misure nazionali" per la restrizione degli ingressi alle frontiere, seppure "in conformità con il codice Schengen". Ed è un bel bazooka, dato che lo stop ai voli diretti verso l'Ue - i restanti lungo le rotte alternative sono carissimi - ha reso i valichi via terra l'unica opzione possibile per molti russi.

La Finlandia, per esempio, ha annunciato che dal primo settembre ridurrà al 10% l'emissione dei visti. Estonia, Lettonia e Lituania già hanno interrotto. Ora è da vedere che misure restrittive prenderanno per chi già possiede visti Schengen. 

Qui si apre un capitolo separato. Perché i titoli di viaggio validi sono "milioni" e sul pregresso serve una decisione ulteriore, sempre comune. "Chiederemo alla Commissione di studiare la faccenda ed emettere delle linee guida", ha spiegato Borrell. Sia come sia, l'epoca dei visti facili, per i russi, è finita.

Con la sospensione dell'accordo, nota la Germania, "i visti pluriennali saranno limitati, le procedure accelerate eliminate e le domande esaminate in modo ancora più approfondito". Naturalmente tutti i Paesi si dicono concordi nell'assicurare che i visti per ragioni umanitarie saranno sempre rilasciati (attivisti, giornalisti, oppositori). 

Insomma, alla fine della fiera lo stop totale ai visti turistici per ora non ci sarà. Ma una forte revisione sì. D'altra parte Mosca non ha mai ricambiato le generose condizioni accordate dall'Europa: i visti turistici pluriennali, per chi voleva visitare la Russia, sono ad esempio sempre stati un miraggio.

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