Referendum costituzionale Turchia, gli espatriati hanno votato in massa anche in Svizzera

Sono oltre un milione e 200 mila gli espatriati turchi che hanno votato per il referendum costituzionale sul presidenzialismo, alla chiusura domenica sera delle urne, una settimana prima della consultazione in patria. Alta la partecipazione anche in Svizzera.


Lo rende noto il Consiglio elettorale supremo (Ysk) di Ankara. I seggi erano stati aperti in 57 Paesi a partire dal 27 marzo, dopo una campagna fatta di duri scontri tra Ankara e i Paesi Ue per i comizi negati ai suoi ministri, che il presidente Recep Tayyip Erdogan ha bollato come "pratiche naziste".

"Dall'estero ha votato il 47% dei quasi 3 milioni aventi diritto" 

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Più di 600 mila sono stati i voti espressi in Germania, oltre 130 mila in Francia, 70 mila in Olanda e 60 mila in Belgio, quasi 50 mila in Austria e circa 30 mila negli Stati Uniti, secondo i dati forniti finora. In particolare in Germania sono stati 696'863 su 1'430'127, ossia il 48,73%. In Austria la partecipazione si è attestata al 50,59% dei 108'561 iscritti. A livello mondiale ha partecipato il 46,98% dei 2'972'676 aventi diritto. 

Voto in Svizzera

In Svizzera, la partecipazione è stata del 57,11%, di molto superiore a quella registrata per le legislative del 2015. Poco più di 54'000 dei 95'263 elettori iscritti in Svizzera si è recato all'ambasciata a Berna o nei consolati di Ginevra e Zurigo per votare. 

Gli espatriati potranno comunque votare fino a domenica nelle urne aperte nei valichi di frontiera turchi, dove finora si sono recati circa 70mila elettori.

Referendum costituzionale: su cosa si vota

I cittadini turchi devono decidere sul passaggio dalla democrazia parlamentare al presidenzialismo. Le modifiche permetterebbero all'attuale presidente Erdogan di restare in carica per altri due mandati, fino al 2029. E questo come capo dell'esecutivo e con il potere di nominare i giudici, sciogliere il Parlamento e decretare lo stato d'emergenza. 

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