Navigation

Realtà virtuale per ritrovare sé anche in carcere

Contenuto esterno

Storia di Luciana, corriere di sostanze stupefacenti, finita a Rebibbia dov'è riuscita a rifarsi una vita e che ora sta lavorando per diventare chef.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 novembre 2021 - 09:15
Massimo Lauria, RSI News

Non è una storia facile da raccontare, quella di Luciana. Soprattutto per lei, stritolata a soli 21 anni dai meccanismi del traffico internazionale di sostanze. Una storia senza nemmeno uno degli elementi che mistificano e edulcorano, rendendola spettacolare, la vita dei super-ricercati resi famosi anche dall’industria dell’intrattenimento. Una storia da cui lei, però, ha voluto uscire ed è riuscita a farlo anche grazie all’impegno di chi lavora per l’emancipazione di detenute e detenuti.

A Rebibbia, l’istituto penitenziario femminile romano, la vicenda di Luciana ha incrociato i corsi scolastici del Cpia1Link esterno e un progetto europeo di cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone pratiche, Erasmus KA2 STEPsLink esterno, che sperimenta la realtà virtuale per la riabilitazione psicologica di vittime di guerra, di persone in condizione di disabilità e in questo caso di chi, stando in prigione, si trova a voler ricostruire la propria identità per un nuovo progetto di vita. La tecnologia entra così nei percorsi educativi per adulti ristretti. Nella virtual room, quella di Luciana è diventata Karla’s Story, consentendo alla giovane donna, non senza commuoversi, di accomiatarsi dal suo passato, “evadere” e riorientarsi. Karla, il nome di fantasia, stavolta non è servito a nascondersi, ma a voltare pagina.

I commenti a questo articolo sono stati disattivati. Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.