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Rapporto Amnesty International Esecuzioni capitali in calo, ma è mistero sulla Cina

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Le esecuzioni capitali nel mondo sono diminuite di circa il 37 per cento nel 2016 rispetto all'anno precedente, secondo quanto ha reso noto Amnesty International.

Il calo da 1’634 persone giustiziate a 1'032, spiega il rapporto dell’organizzazione umanitaria, è legato soprattutto alla flessione delle esecuzioni in Iran e Pakistan.

Ma i dati risultano incompleti. Non si hanno infatti cifre relative alla Cina, paese con il maggior numero di condanne capitali: si sospetta che siano circa 1’000 i condannati finiti sul patibolo, a fronte degli 85 resi pubblici dalle fonti ufficiali. Seguono in questa triste classifica l’Iran (567), Arabia Saudita (154), Iraq (88) e Pakistan (87).

In forte regresso le esecuzioni capitali negli Stati Uniti, che con 20 esecuzioni sono tornati ai livelli di inizio anni ’90. Va precisato che l’evoluzione è legata essenzialmente ai ricorsi legali sul protocollo dell’iniezione letale e alla difficoltà di reperire i farmaci. 

Va comunque evidenziato che la diminuzione va relativizzata con il fatto che proprio nel 2015 è stato giustiziato il più elevato numero di persone dal 1989 e che comunque le oltre mille persone uccise da autorità pubbliche costituiscono una cifra superiore alla media della decade precedente. In ogni caso il numero di paesi abolizionisti continua a crescere. Secondo l’organizzazione non governativa, 104 paesi hanno abolito la pena di morte per ogni tipo di reato. Nel 1977 soltanto 16 lo avevano fatto.




tvsvizzera/spal con RSI (TG dell'11.4.2017)

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