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Chiude controversa moschea di Winterthur

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Questo contenuto è stato pubblicato il 29 maggio 2017 - 08:32
tvsvizzera.it/mar con RSI (TG del 28.5.2017)

Spesso finita sotto i riflettori come luogo di radicalizzazione islamista, l’associazione An’Nur, che gestisce l’omonima moschea di Winterthur, nel cantone Zurigo, chiuderà nel mese di giugno, alla fine del Ramadan.

La notizia, pubblicata domenica dal SonntagsBlick, è stata confermata all’agenzia telegrafica svizzera da un responsabile dell’associazione culturale, Atef Sahnoun.

Negli ultimi anni la moschea An’Nur (in arabo ‘la luce’) è finita spesso sulle prime pagine dei giornali.

Lo scorso 2 novembre la polizia aveva effettuato un blitz nel luogo di culto e arrestato un imam etiopo che, in un sermone tenuto il 21 ottobre avrebbe incitato a uccidere e denunciare i musulmani non praticanti. Dopo l’operazione, la moschea era rimasta chiusa una settimana.

Il 21 febbraio, poi, dieci uomini tra i 17 e i 53 anni erano stati arrestati con l’accusa di aver picchiato tre mesi prima all’interno della moschea, due fedeli sospettati di aver trasmesso informazioni a un giornalista. Il giornalista aveva riferito del sermone all’origine dell’arresto dell’imam.

Le dieci persone sono state accusate di aggressione, sequestro di persona, minaccia, coazione e lesioni personali. Otto di loro sono state poste in detenzione preventiva.

Secondo varie fonti, sarebbero almeno cinque i ragazzi partiti dalla città zurighese verso la Siria per arruolarsi nelle file dell’Isis.

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