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Là dove crollano anche i sogni

Il nuovo ponte San Giorgio è stato inaugurato il 3 agosto 2020. Copyright 2020 The Associated Press. All Rights Reserved

Viaggio nel cuore del quartiere Certosa di Genova con Bruno Morchio, scrittore che, come molti altri, è finito "sotto il ponte".

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 ottobre 2020 - 20:32
Checchino Antonini - Massimo Lauria, RSI News

La scrittura è la tecnologia più semplice e antica anche per elaborare i traumi. Specialmente i traumi collettivi. Per questo, dopo la tragedia di Ponte Morandi, anche gli scrittori sono finiti "sotto il ponte".

Siamo tornati a Certosa, il quartiere all’ombra dell’autostrada che "sorvola" Genova, con Bruno Morchio, da vent’anni sulla scena letteraria con romanzi pubblicati prima da Fratelli Frilli, poi da Garzanti e Rizzoli.

"La caratteristica della letteratura – spiega in questo servizio di RSI News - è quella di andare sui luoghi dove accadono gli eventi e di raccontarli, anche trasfigurandoli". La vita delle città sta slittando, ancor più velocemente al tempo del Covid-19, dal centro, spesso gentrificato, alla periferia.

E Morchio è tra quegli autori, tra Noir mediterraneo e New italian epic, che si dedicano alla narrazione di luoghi in profonda mutazione. "Il quartiere non è solamente una location dove avvengono gli avvenimenti", spiega ancora l’autore del recentissimo "Dove crollano i sogniLink esterno" (Nero Rizzoli, 2020).

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