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Quaranta franchi a famiglia per scongiurare i blackout

Elettricità sempre più preziosa e costosa. © Keystone / Christian Beutler

Per scongiurare razionamenti dell’elettricità nel periodo invernale il governo federale ha definito il ruolo delle centrali elettriche di riserva che in caso di bisogno dovranno essere in grado di immettere nella rete fino a 1'000 magawatt.

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 ottobre 2022 - 18:25
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

L’ordinanza messa a punto dal Consiglio federale per i prossimi quattro anni, in consultazione fino al 18 novembre, prevede che i primi impianti a gas e i gruppi elettrogeni possano entrare in funzione dal prossimo febbraio qualora il mercato energetico lo richiedesse.

In situazioni normali i gestori di queste centrali non potranno invece vendere la loro elettricità ma verranno indennizzati per i costi fissi e, in caso di necessità, per gli oneri derivanti dall’esercizio operativo, ma non potranno essere remunerati oltre una certa soglia dei profitti.

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I costi, valutati in 40 franchi supplementari all’anno per famiglia, saranno a carico dei consumatori, attraverso il corrispettivo per l'utilizzazione della rete di trasporto.

Con queste riserve, ha precisato in conferenza stampa a Berna la ministra dell’energia Simonetta Sommaruga, “instauriamo una sorta di garanzia per i prossimi quattro inverni", che sarà attivata “quando l'offerta sul mercato non riuscirà più a coprire la domanda".

Decisivo anche il risparmio

Non si tratta naturalmente dell’unica misura predisposta dall’esecutivo per evitare i temuti black-out. Berna ha elaborato un piano per l’eventuale salvataggio delle aziende elettriche e ha avviato una campagna in favore del risparmio energetico. Ognuno nel suo piccolo, ha sottolineato la consigliera federale socialista, può offrire un contributo adottando gli accorgimenti raccomandati.

Oltre ai consumatori anche gli stessi gestori delle centrali d’emergenza che sono chiamati a garantire a loro volta la disponibilità di una potenza complessiva di 1'000 MW.

Gli impianti d’emergenza si andranno così ad aggiungere allo stoccaggio di energia elettrica delineato dall’ordinanza governativa dello scorso 7 settembre, che è stata ora integrata nella nuova ordinanza sulla riserva invernale.

La spesa prevista per centrali di riserva e gruppi elettrogeni per il periodo 2022-2026 è stimata in 580 milioni di franchi, come detto, a carico dei consumatori.

Per la riserva degli impianti idroelettrici i costi potranno invece arrivare ai 2,2 miliardi. I costi ci sono e non sono indifferenti, ha riconosciuto Simonetta Sommaruga, "ma un'eventuale penuria energetica verrebbe pagata molto più a caro prezzo".

Werner Luginbühl più ottimista

Intanto il presidente della commissione federale dell'elettricità Werner Luginbühl, che negli scorsi mesi aveva lanciato l’allarme sul rischio black-out evocando l’uso delle candele, ora fa trapelare un moderato ottimismo.

I rischi, ha sottolineato il dirigente federale, persistono, ma nell'ultimo periodo ci sono stati alcuni segnali incoraggianti. Tra di essi il fatto che la Francia rimetterà rapidamente in esercizio le sue centrali nucleari e che la Germania rinuncia a chiudere a breve i suoi tre impianti atomici.

Inoltre, ha ricordato, in molti paesi europei le scorte di gas sono ormai quasi complete.



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