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Proteste di massa a Cuba, governo in difficoltà

Manifestanti davanti al Capitolio all'Avana. Keystone / Ernesto Mastrascusa

Cuba sta vivendo uno dei sui momenti più difficili dalla grande crisi degli anni '90 seguito al crollo dell'Unione Sovietica.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 luglio 2021 - 20:56
tvsvizzera.it/agenzie/spal

In queste ore si moltiplicano le proteste popolari nelle strade e gli scontri con le forze dell'ordine che hanno proceduto all'arresto di centinaia di persone. A causa della difficile situazione economica e sanitaria si sono tenute nelle ultime 24 ore dimostrazioni di massa in almeno 25 città, secondo quanto ha riferito il Miami Herald, contro il presidente Miguel Diaz-Canel e il regime socialista.

Sui social media sono stati diffusi in cui manifestanti urlano slogan contro il governo e rovesciano auto della polizia a Palma Soriano, nell'est dell'isola e a San Antonio de los Baños, ad alcune decine di chilometri dall'Avana).

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Ma le proteste contro la penuria di medicinali, in particolare di vaccini contro il Covid-19 e di generi alimentari, il cui costo è esploso in questi mesi, si sono estesi anche nella capitale, dove in miglia hanno sfilato lungo le strade del centro gridando slogan come "patria e vita" e "libertà". La polizia, che secondo testimoni ha dispiegato i corpi speciali, è intervenuta sui dimostranti facendo largo uso di manganelli e spray al pepe. Almeno un agente è rimasto ferito nei tafferugli.

ll presidente Miguel Díaz-Canel che ha visitato personalmente San Antonio de los Baños, ed ha poi pronunciato un discorso dal Palazzo della Rivoluzione della capitale in cui ha enunciato l'embargo "ingiusto, criminale, crudele, di recente acuito, peggiorato, proprio durante la pandemia da coronavirus" messo in atto dagli USA.

Washington, che messo in guardia il paese caraibico contro l'uso della forza nei confronti dei dimostranti, ha fatto sapere attraverso il consigliere per la Sicurezza degli Stati Uniti, Jake Sullivan, che sostiene "la libertà di espressione e di riunione" e che condannerebbe "fermamente qualsiasi atto di violenza o volto a prendere di mira manifestanti pacifici che esercitano i loro diritti universali".

La Casa Bianca ha poi precisato che "il popolo cubano sta coraggiosamente chiedendo il riconoscimento di diritti fondamentali e universali dopo decenni di repressione e di sofferenze economiche dovute a un regime autoritario".

Sul fronte opposto il Ministero degli esteri russo ritiene "inaccettabile che ci sia un'interferenza esterna negli affari interni di uno Stato sovrano o qualsiasi azione distruttiva che incoraggi la destabilizzazione della situazione sull'isola" mentre il presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador ha sostenuto che non ci devono essere tentazioni interventiste e "la situazione sanitaria non deve essere utilizzata per scopi politici".  

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