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Profughi, le nuove procedure funzionano con qualche pecca

Promosse (ma non a pieni voti) le nuove procedure per i rifugiati. Keystone / Francesca Agosta

Le nuove procedure sull'asilo vengono generalmente applicate correttamente ma alcuni obiettivi non sono stati ancora raggiunti e troppi casi vengono trattati in modo sommario.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 agosto 2021 - 13:33
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

L'iter accelerato delle domande sembra sostanzialmente funzionare, secondo quanto indica una perizia esterna sulla riforma varata due anni fa che ha accelerato le procedure di esame delle richieste di protezione dei profughi in Svizzera.

In particolare, sottolinea il rapporto redatto dal Centro svizzero di competenza per i diritti umani (Csdu), sono sensibilmente diminuite le decisioni corrette e rinviate dal Tribunale amministrativo federale alla Segreteria di Stato della migrazione - dal 19% all'11% - e i candidati sanno molto più rapidamente, rispetto al passato, se possono beneficiare di una tutela o se, al contrario, sono costretti a lasciare la Confederazione.  

Naturalmente vi sono anche alcuni aspetti problematici: la fase preparatoria dell'iter dura infatti il doppio di quanto previsto in origine e ancora molte pratiche complesse vengono evase in modo troppo sbrigativo, senza i necessari approfondimenti.

Per quanto riguarda la fase preparatoria, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha ammesso che gli obiettivi sono ancora lungi dall'essere raggiunti: invece dei 21 giorni previsti, una procedura accelerata dura invece 49 giorni in media.

Durante questa fase vengono registrate le impronte digitali del richiedente e verificata la sua identità grazie alla banca dati europea Eurodac, per vedere se ha già inoltrato domanda di asilo in un altro Paese europeo oppure se è giunto illegalmente nello spazio Schengen. Oltre a ciò viene controllato lo stato di salute del richiedente, mentre in ulteriori ci si accerta del tragitto percorso per giungere nel Vecchio continente.

In base alla revisione della legge, accettata alle urne dal 66,8% degli svizzeri nel giugno 2016 ed entrata in vigore nel marzo 2019, la maggior parte delle pratiche viene presa a carico dai principali centri federali entro il temine di 140 giorni: solo i casi più complessi sono trattati dai cantoni. Da parte loro i richiedenti asilo hanno ora diritto fin dal primo giorno di una consulenza gratuita sulla loro situazione giuridica.

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