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È scontro aperto tra Trump e FBI (e Obama)

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Questo contenuto è stato pubblicato il 06 marzo 2017 - 21:11
tvsvizzera/spal con RSI (TG del 6.3.2017)

È ormai guerra aperta tra Donald Trump e il suo predecessore alla Casa Bianca, accusato dal primo di aver ordinato le intercettazioni telefoniche alla Trump Tower nel corso della recente campagna elettorale.

Ma lo scontro non sembra risparmiare nessuno e coinvolge enti federali come l’FBI in uno scenario di conflitto tra istituzioni e poteri assolutamente inedito nella storia degli Stati Uniti.

Il direttore dell’FBI James Comey, chiamato in causa dal presidente USA, ha chiesto al Dipartimento di giustizia di smentire pubblicamente le parole della Casa Bianca, secondo quanto riportano New York Times e Nbc. L’agenzia, ha sostenuto Comey, non ha mai proceduto a intercettazioni in assenza di relative autorizzazioni e in ogni caso Obama non ha mai ordinato tutto questo.

Da parte sua Donald Trump vuole una commissione parlamentare d’inchiesta sull’operato dell’FBI, che peraltro durante la campagna elettorale aveva danneggiato la candidata democratica Hillary Clinton tirando fuori la storia delle email segrete.

Ma secondo i democratici il polverone sollevato dal presidente, soprattutto attraverso continui twitt non suffragati da documenti o altre prove, serve unicamente a distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dallo scandalo dei rapporti tra uomini del suo staff e Mosca.

Nuovo bando contro sei paesi islamici

Intanto sempre oggi Trump ha nuovamente firmato un decreto che vieta l’ingresso negli USA dei cittadini provenienti da sei paesi musulmani ritenuti a rischio (è stato escluso l’Iraq). La nuova versione, più morbida rispetto alla precedente (esclusione dei visti già rilasciati), entrerà in vigore tra 10 giorni, evitando così un nuovo caos negli aeroporti.

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