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Rendite di previdenza delle donne inferiori di un terzo

In materia di previdenza professionale, l'orizzonte è sicuramente più sereno per gli uomini che per le donne. Keystone / Juerg Mueller

A fine agosto gli uomini hanno già ricevuto l'equivalente di quanto le donne ottengono per tutto l'anno in termini di rendite della previdenza professionale. È quanto denuncia l'Unione sindacale svizzera (Uss).

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 agosto 2020 - 21:40

Il problema è noto, ma l'inuguaglianza è tale che l'Unione sindacale svizzera ha voluto attirare nuovamente l'attenzione sul tema con una giornata intitolata "Equal Pension Day".

In media, ricorda l'organizzazione, le donne percepiscono una rendita della previdenza professionale inferiore di un terzo rispetto a quella degli uomini.

"Per molte donne, la previdenza professionale rappresenta solo un misero complemento. E un terzo di loro non percepisce nessuna rendita dal secondo pilastro", scrive l'UssLink esterno.

Per capire quali siano le ragioni, bisogna dire due parole sul sistema pensionistico svizzero, basato sui cosiddetti tre pilastri.

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Contrariamente alla rendita AVS, che è sostanzialmente fissa, quella del secondo pilastro dipende dai contributi versati durante la vita lavorativa dal dipendente e dal suo datore di lavoro.

In altre parole, più si guadagna e più anni si lavorano, maggiore sarà la rendita della previdenza professionale.

Una situazione che penalizza le donne, poiché "interrompono più spesso la loro attività e lavorano più frequentemente a tempo parziale, la maggior parte delle volte per assumersi dei compiti in seno alla famiglia".

Così, stando alle cifre della federazione sindacale, la metà delle donne che ha raggiunto i 64 anni nel 2018 ha ricevuto una rendita dalla cassa pensioni inferiore a 1'165 franchi al mese. Nei "settori tipicamente femminili", le pensioni si situano comunemente tra i 500 e gli 800 franchi al mese, insufficienti per vivere, deplora l'Uss.

Quasi l'11% di tutte le donne, per arrivare a fine mese, deve richiedere le prestazioni complementari (aiuti quando le rendite non riescono a coprire il fabbisogno vitale" direttamente al momento del pensionamento, scrive l'Uss. L'anno scorso più di 140'000 donne hanno ricevuto queste prestazioni, il doppio rispetto agli uomini. Sono particolarmente colpite le donne divorziate e vedove.

Il servizio del TG:

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tvsvizzera.it/mar/ats con RSI (TG del 31.8.2020)

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