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Passatori in aumento al confine tra Svizzera e Italia

Già da alcuni anni le polizie italiana e svizzera effettuano dei controlli di frontiera congiunti. Keystone / Elia Bianchi

Negli ultimi mesi il fenomeno dei passatori sembra aver registrato un'accelerata al confine tra Svizzera e Italia, stando a quanto confermato alla Radiotelevisione Svizzera dalla polizia ticinese. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 settembre 2022 - 15:24
Francesca Calcagno, RSI

È di martedì la notizia del fermo di un sospetto passatore nel Canton Nidvaldo, a Hergiswil. Un 27enne gambiano residente in Italia è accusato di aver trasportato illegalmente 23 migranti asiatici stipati in un furgoncino. È sospettato di traffico di esseri umani. Qualche giorno fa, secondo il giornale Il Giorno, la guardia di finanza di Ponte Chiasso ha arrestato un 34enne siriano residente in Ticino; è stato intercettato al valico Crociali dei Mulini di Ronago, trasportava illegalmente sei uomini. Due episodi che ci dicono che il fenomeno è tornato a crescere. Dare delle cifre non è semplice, ci affidiamo allora all’esperienza di chi lavora sul campo.

La polizia cantonale ticinese ci ha confermato che al confine sud nel corso delle ultime settimane c'è stato un incremento del fenomeno dei passatori; che sono persone sospettate di aiutare l'entrata o il transito su suolo Svizzero di migranti illegali (già registrati in Italia, ad esempio, o senza passaporto). ”Recentemente nel Mendrisiotto sono stati effettuati alcuni fermi di cittadini stranieri nell’ambito di distinte inchieste. In generale, queste persone tendono a sfruttare sia l’asse stradale sia quello ferroviario”, ha precisato ancora la polizia cantonale. Anche l'Ufficio federale delle dogane ha scritto alla RSI che si trova regolarmente confrontato con presunti passatori. Nella maggior parte dei casi, ha precisato la portavoce Nadia Passalacqua, si tratta di piccoli gruppi di persone che viaggiano insieme ad un presunto passatore.

Il Ticino è da anni terra di transito per chi vuole raggiungere velocemente la Francia o la Germania. Al di là di questo preciso fenomeno è infatti tornato a crescere anche il numero di persone che tentano di attraversare la frontiera in modo illegale (non per forza aiutati da passatori). L'aumento è cominciato a metà del 2021, in concomitanza con la riapertura dei confini post pandemia. In luglio, che sono gli ultimi dati che abbiamo a disposizione, sono state raggiunte cifre che non si vedevano dal 2017.

I casi più recenti: da Balerna a Hergiswil

Grazie alla sua posizione geografica, il transito attraverso la Svizzera è uno dei percorsi più brevi da sud a nord e quindi interessante anche per i presunti passatori. Il caso di Nidvaldo (vedi correlati) ci dice che l'asticella (almeno in questo caso) si è alzata. È infatti la prima volta che in Svizzera viene intercettato un trasporto di migranti irregolari di questa portata. Le 23 persone erano stipate in un furgone di cinque metri quadrati, senz'aria, senza misure di sicurezza; è unico quindi sia per il numero di persone che per la pericolosità, appunto. Il furgone è entrato in Svizzera da un valico ticinese.

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E allora sempre alla polizia cantonale ticinese abbiamo chiesto se sono preoccupati dall'aumento del fenomeno. Questa la risposta arrivata sempre via mail: “Il fenomeno è noto e viene costantemente monitorato dalla Polizia cantonale in collaborazione con l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini. È inoltre attivo un Gruppo di coordinamento composto da agenti della Polizia cantonale e dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini.”

Altri due recenti esempi ci confermano invece che i passatori utilizzano la strada ma anche la ferrovia. Venerdì a Bellinzona verranno processati sei presunti passatori di nazionalità pakistana. Sono accusati di aver caricato in tre auto una decina di migranti a Milano per raggiungere la Francia. Erano stati fermati lo scorso marzo a Balerna dopo aver transitato per il valico di Ponte Faloppia a Novazzano. Un’altra recente inchiesta ha invece ricostruito il caso di un cittadino iracheno e uno siriano che nell’autunno dell’anno scorso avrebbero facilitato l’entrata in Svizzera di almeno 34 persone, la maggior parte profughi siriani. In alcune occasioni i due avrebbero anche spinto i migranti ad attraversare la dogana a Ponte Tresa sul treno per poi recuperarli ad Agno e proseguire verso la Germania. Costo: 1'000 euro a testa.


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