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Senza mascherina all'aperto e riaprono le discoteche

I consiglieri federali Alain Berset (sinistra) e Guy Parmelin alla conferenza stampa a Berna. Keystone / Anthony Anex

Dal prossimo 28 giugno niente più obbligo della mascherina all'aperto e al lavoro, fino a sei persone al tavolo nei ristoranti e riapertura delle discoteche ai possessori di un certificato Covid.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 giugno 2021 - 21:52
tvsvizzera.it/spasl con Keystone-ATS

Il governo ha messo in consultazione venerdì un nuovo pacchetto di allentamenti su cui sarà presa una decisione definitiva il 23 giugno.

"La luce in fondo al tunnel si avvicina", ha detto il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, in conferenza stampa a Berna, nella quale è stato sottolineato come questi provvedimenti si giustificano alla luce del buon andamento della campagna vaccinale e dell'evoluzione positiva della situazione pandemica, in particolare del numero di nuovi contagi, di ospedalizzazioni e di letti occupati in terapia intensiva.

Ad oggi, ha indicato il ministro della sanità Alain Berset, il 31% degli adulti è completamente vaccinato e la metà ha ricevuto almeno una dose. Nelle prossime tre settimane, ha proseguito il consigliere federale, arriveranno in Svizzera altre due milioni di dosi, mezzo milione delle quali entro 24 ore.

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Niente mascherina all'aperto

In concreto cesserà l'obbligo di portare una mascherina nelle aree esterne delle strutture accessibili al pubblico - come strutture per il tempo libero, stazioni ferroviarie, fermate del bus -, nelle scuole superiori (nei licei e scuole professionali sarà competenza dei cantoni) e sul posto di lavoro. Dove la distanza interpersonale minima non è garantita, nei ristoranti e nei negozi, sarà ancora necessario il suo uso.

Continua a essere raccomandato il telelavoro nelle aziende che effettuano test settimanali sui dipendenti poiché "il rischio di contagio al chiuso è ancora presente", ha spiegato Alain Berset.

All'interno dei ristoranti il numero massimo di commensali per tavolo sale da quattro a sei e resta l'obbligo di mascherina per gli spostamenti e il divieto di consumazione al banco, mentre nelle terrazze vige solo la prescrizione della registrazione dei clienti.

Discoteche con certificato Covid

La novità riguarda le discoteche e le sale da ballo che potranno riaprire i battenti, fino a un massimo di 250 persone, ma per accedervi occorrerà il certificato Covid. Documentazione necessaria anche per gli eventi fino a 3'000 partecipanti al chiuso e 5'000 all'aperto, che potranno di nuovo essere organizzate da inizio luglio. Senza certificato potranno essere allestiti eventi fino a 1'000 spettatori seduti (incontri sportivi, cinema e teatro) o 250 non seduti (matrimoni, concerti in piedi).

Per eventi in strutture accessibili al pubblico sarà consentito quanto già autorizzato nella sfera privata: se nella cerchia familiare e di amici si incontreranno non più di 30 persone al chiuso o 50 all'aperto, si potrà rinunciare a misure di protezione (per esempio all'uso della mascherina, al rispetto della distanza prescritta o all'obbligo di stare seduti a una festa di compleanno in un ristorante).

Altra novità riguarda le attività sportive di gruppo per le quali saranno revocati i limiti di rispettivamente 50 persone all'aperto e quattro al chiuso. All'interno resterà obbligatorio indossare la mascherina e mantenere la distanza.

In caso contrario - ad esempio negli sport di squadra o nelle prove con strumenti a fiato - vigerà una limitazione della capienza a dieci metri quadrati per persona.

Limite delle prescrizioni

Un'ultima annotazione riguardo al certificato COVID. Il governo ha precisato che non potrà essere impiegato nei trasporti pubblici, nel commercio al dettaglio e negli eventi privati, per evitare discriminazioni ingiustificabili.

Come detto, il suo possesso sarà obbligatorio invece per le grandi manifestazioni e le discoteche mentre l'accesso limitato ai titolari del documento consentirà agli organizzatori di manifestazioni con meno di 1000 persone, ai responsabili di strutture sportive, culturali e per il tempo libero e di ristoranti, di ridurre le misure di protezione.

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