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Le misure anti-covid sembrano produrre i primi effetti

Nella maggior parte dei Cantoni i cinema sono rimasti aperti, ma con un numero molto limitato di spettatori e naturalmente l'obbligo di mascherina. Keystone / Gaetan Bally

Negli ultimi giorni in Svizzera si assiste a una leggera diminuzione dei casi registrati di coronavirus. In molti cantoni, però, i reparti di cura intensiva sono al limite delle capacità.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 novembre 2020 - 20:58

Nelle ultime 24 ore nella Confederazione e nel Liechtenstein sono stati segnalati 4'560 contagi, una cifra decisamente inferiore rispetto a quelle della prima settimana di novembre, quando erano stati superati anche i 10'000 casi.

Le cifre vanno tuttavia relativizzate, poiché il numero di tamponi è stato minore (19'495 a fronte di oltre 30'000 una settimana fa) e il tasso di positività rimane elevato (23,4%). Inoltre, si assiste a un aumento dei decessi (142 nelle ultime 24 ore).

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Il tasso di riproduzione del virus è di poco inferiore a uno, ma bisognerebbe abbassarlo ulteriormente per risolvere il problema di sovraffollamento degli ospedali, ha indicato Virginie Masserey, responsabile della sezione Controllo delle infezioni dell'Ufficio federale della sanità pubblica.

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Per gli esperti della task-force federale, che come ormai da tradizione ogni martedì fanno il punto sull'andamento della pandemia, si sta assistendo a una leggera diminuzione dei casi. Le misure introdotte a livello federale e cantonale stanno insomma dando i primi frutti.

L'approccio regionalistico - con dei cantoni che possono appunto introdurre misure più restrittive - è giustificato, a detta degli esperti. Il tasso di incidenza (numero di contagi ogni 100'000 abitanti sull'arco di 14 giorni) varia infatti da 470 a 2'080. È quindi logico che in alcune regioni si adottino provvedimenti più severi. Questo approccio sembra funzionare, poiché le riduzioni più significative sono state registrate in Cantoni come Vallese e Giura, fortemente colpiti dalla seconda ondata e che ormai da tempo hanno impresso un forte giro di vite.

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Tre letti su quattro occupati

Per quanto riguarda gli ospedali, Andreas Stettbacher, medico in capo dell'esercito e incaricato del Governo per il Servizio sanitario coordinato (SSC), ha indicato che attualmente in tutto il paese sono disponibili poco meno di 24'000 letti - di cui circa 1150 in terapia intensiva.

La riserva di letti si attesta a una quota del 24% (21% nelle terapie intense). "In tutta la Confederazione sono state create capacità supplementari per far fronte alle emergenze", ha indicato il medico in capo dell'esercito. Secondo quest'ultimo, in più di un terzo dei Cantoni i reparti di terapia intensiva sono al limite delle loro capacità.

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I pazienti Covid ricoverati nelle terapie intensive sono 543 (su 902 posti attualmente occupati), mentre 3'131 persone con il virus (su circa 16'900 ricoverate) occupano i posti letto a disposizione dei pazienti che manifestano forme acute di malattia, ha detto Stettbacher. "La percentuale di pazienti Covid nei reparti - rispetto al totale dei ricoverati - è quindi del 18,7%, mentre in terapia intensiva si attesta al 60,2%", ha sottolineato il medico in capo dell'esercito.

tvsvizzera.it/mar/ats con RSI (TG del 17.11.2020)

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