pandemia Dalla Formula Uno alle ambulanze contro il Covid

Di Simone Bauducco, Rsinews
Un ambulanza con soccorritori
Keystone / Angelo Carconi

L'esperienza di Mario Isola, responsabile Pirelli sulle piste che nel tempo libero collabora con i servizi di soccorso.

“In Formula Uno così come sulle ambulanze sono fondamentali la capacità di decidere velocemente e di lavorare in squadra”. Mario IsolaLink esterno è il responsabile Formula Uno e Car Racing per la Pirelli. Guida un team di cinquanta persone che seguono i Gran Premi in tutto il mondo, ma nel tempo libero, da oltre trent’anni, guida le ambulanze della Croce ViolaLink esterno di Milano.

Ha iniziato nel 1988:  “Mi ha convinto un amico al liceo a fare il corso e da lì non ho più smesso” racconta prima di iniziare il turno serale in ambulanza. Con gli anni è diventato un autista-soccorritore. A seconda delle necessità si occupa della guida o di intervenire direttamente sull’infortunato prestando le prime cure.

“Il lavoro di squadra è la chiave: sull’ambulanza l’equipaggio è formato da quattro persone. Ognuno con un ruolo tutto deve funzionare e tutto si deve incastrare in maniera più che perfetta per fornire un’assistenza efficace la stessa cosa vale sul campo gara di Formula Uno”.

In pista, il team guidato dal manager è formato da cinquantacinque persone: “Dobbiamo distribuire pneumatici a tutti, dare un servizio alle squadre, raccogliere dati. Anche qui ognuno ha un compito”.

Grazie alla sua esperienza, Isola ha anche aiutato a formare i nuovi volontari che si apprestano a guidare le ambulanze. “Non dobbiamo creare piloti, ma autisti che siano in grado di portare in sicurezza il paziente in ospedale con un’andatura adeguata alla sua patologia” spiega mentre mette la tuta e i dispositivi di protezione per il turno.

Con l’arrivo della pandemia, le procedure di sicurezza sono cambiate. “Il momento più difficile per me è stato a fine marzo. A quel tempo il virus era ancora sconosciuto e non ti nascondo che avevamo paura ad uscire”.


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