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Orologeria, aperta la Baselworld del centenario

La fiera del settore più importante al mondo soffia su 100 candeline, ma c'è poco da festeggiare: l'export svizzero di orologi ha perso oltre il 3%

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La fiera dell’orologeria più importante del mondo ha aperto i battenti giovedì. Baselworld compie 100 anni, ma per il settore non c’è molto da festeggiare.

A causa, anche in questo caso, della forza del franco, che l’anno scorso ha fatto diminuire le esportazioni di oltre il 3%. Solo nel mese di gennaio di quest’anno il calo è stato quasi dell’8%. Ma i produttori rimangono ottimisti.

È la consigliera federale Simonetta Sommaruga ad aprire ufficialmente la centesima edizione di Baselworld. Un’edizione però meno luccicante del solito. La crisi e il franco forte hanno toccato anche il lusso. Per la prima volta da sei anni il settore orologiero svizzero è in calo, le esportazioni sono diminuite, soprattutto quelle verso l’Asia, e non sono mancati i licenziamenti. Ma i produttori hanno già una soluzione.

“Stiamo implementando ulteriormente gli orologi tra i 5 e i 6 mila franchi”, spiega il direttore di Girard Perregaux Antonio Calce, “un segmento che sta diventando sempre piu importante e che ora rappresenta quasi il 50% delle vendite”.

A beneficiare della crisi sono infatti i marchi più economici, come ad esempio Tudor, fratello minore di Rolex. “Abbiamo un rapporto qualità prezzo unico in questo segmento”, dice il direttore Philippe Peverelli. “Siamo qui a Baselworld per sottolinearlo e farci conoscere ancora di più. Penso che Tudor abbia grandi prospettive in questo momento.

Una crisi passeggera, secondo gli esperti del settore. Ottimismo che si respira anche a Baselworld, dove fino al 24 marzo sono attesi 150 mila visitatori.

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