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Oro olimpico, nulla di strano per i tennisti elvetici

Federer e Wawrinka a Pechino 2008. Keystone / Peter Klaunzer

Le immagini del successo olimpico di Federer e Wawrinka tredici anni fa a Pechino, dagli Archivi RSI.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 agosto 2021 - 15:00
tvsvizzera.it/spal

La svizzera Belinda Bencic ha trionfato, battendo in finale la ceca Marketa Vondrousova per 7:5, 2:6, 6:3, il torneo del singolare alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Anche nel doppio la Bencic, assieme all'altra elvetica Golubic, si è qualificata per l'ultimo atto a spese del duo brasiliano Stefani-Pigossi.

Una notevole impresa per il tennis femminile elvetico, che pure nel passato aveva annoverato campionesse del calibro di Martina Hingis, numero uno del ranking mondiale.

Nella relativamente breve storia del tennis alle Olimpiadi - questa disciplina fece infatti la sua ricomparsa solo a Seoul nel 1988, dopo una cinquantina di anni dalle prime otto edizioni della manifestazione a cinque cerchi in cui era presente - non si tratta però di un successo isolato per i colori rossocrociati.

A Barcelona 1992 il ginevrino Marc Rosset si aggiudicò la medaglia d'oro mentre il campionissimo elvetico Roger Federer, che ha dovuto soccombere al britannico Andy Murray in finale alle Olimpiadi di Londra del 2012, si era comunque aggiudicato quattro anni prima a Pechino, in coppia con Stanislas Wawrinka, l'alloro olimpico.

Proprio a quell'impresa si riferisce il servizio preso dagli archivi della Radiotelevisione svizzera RSI che vi proponiamo oggi. Nelle immagini il punto decisivo dell'incontro vinto dalla coppia svizzera per 6-3, 6-4, 7-6, 6-3 sugli svedesi Simon Aspelin e Thomas Johansson e la gioia, manifestata in modo alquanto curioso, dai due campioni elvetici.

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