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I 25 anni di successi e sfide dell’OMC

Redazione Swissinfo

Mentre l'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) festeggia il suo 25° anniversario, il direttore generale Roberto Azevêdo riflette sui risultati ottenuti dall'organizzazione e sulle formidabili sfide che dovrà affrontare nei prossimi anni.

Visitatori della sede dell OMC a Ginevra.
Visitatori della sede dell’OMC a Ginevra per le celebrazioni del suo 20° anniversario nel giugno 2015. Quest’anno l’OMC festeggia il suo 25° compleanno. Keystone / Laurent Gillieron


Nel corso degli ultimi 25 anni l’OMC ha contribuito al cambiamento delle relazioni economiche internazionali. Regole vincolanti per il commercio mondiale dei beni e dei servizi hanno favorito una crescita spettacolare delle attività commerciali transfrontaliere. Dal 1995 i valore in dollari del commercio mondiale è quasi quadruplicato, mentre il suo volume reale si è moltiplicato per 2,7, vale a dire molto di più della crescita del PIL mondiale che si è raddoppiato nel corso dello stesso periodo.

Roberto Azevêdo is Director-General of the World Trade Organization.
Roberto Azevêdo è Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio dal 2013 Keystone / Salvatore Di Nolfi

I diritti doganali medi si sono quasi dimezzati, regredendo dal 10,5% al 6,4%. Per le decine di economie che sono entrate a far parte dell’OMC dalla sua nascita, l’adesione si è tradotta in riforme di vasta portata e in impegni di apertura dei mercati che, secondo gli analisti, sono in relazione con l’aumento duraturo dei redditi nazionali.

La prevedibilità delle condizioni di mercato promossa dall’OMC si è coniugata con il miglioramento delle comunicazioni per consentire lo sviluppo di catene del valore globali. Fiduciose nella loro capacità di spostare componenti e servizi associati verso destinazioni multiple, le imprese sono state in grado di disaggregare la produzione manifatturiera tra i diversi paesi e regioni. Il commercio all’interno di queste catene di valore rappresenta oggi quali il 70% del commercio mondiale delle merci.

Lo sviluppo delle catene di valore globali è stato un fattore chiave di crescita che ha consentito alle economie in via di sviluppo di recuperare rapidamente i ritardi, agevolando al contempo l’aumento del potere d’acquisto e l’estensione della scelta dei consumatori in tutti i paesi. Non è una coincidenza il fatto che negli ultimi 25 anni la povertà sia calata a un ritmo mai visto prima: nel 1995 più di una persona su tre era al di sotto della soglia di povertà estrema di 1,90 dollari fissata dalla Banca mondiale. Oggi il tasso della povertà estrema è inferiore al 10%, la quota più bassa mai registrata.

Negli ultimi anni i membri dell’OMC hanno convenuto di snellire le procedure alle frontiere grazie a un accordo storico sull’agevolazione degli scambi che dovrebbe permettere un aumento del commercio di più di 1’000 miliardi di dollari all’anno. Hanno anche liberalizzato il commercio dei prodotti informatici e soppresso le sovvenzioni alle dannose esportazioni di prodotti agricoli.

Nonostante questi notevoli risultati non è esagerato affermare che l’OMC si trova ad affrontare sfide senza precedenti nella sua storia relativamente breve. Negli ultimi due anni i governi hanno introdotto restrizioni che riguardano una quota importante del commercio internazionale – pari a 747 miliardi di dollari di importazioni mondiali solo nell’anno che si è appena chiuso. L’incertezza crescente sulle condizioni di mercato induce le imprese a procrastinare gli investimenti, circostanza che pesa sulla crescita futura e sul potenziale delle nostre economie. Il modo con cui i governi membri dell’OMC sapranno rispondere a queste sfide determinerà il corso dell’economia mondiale dei prossimi decenni.

Dinamismo silenzioso

Detto questo, non c’è alcun dubbio che l’OMC e il sistema commerciale che controlliamo sono considerati dai nostri 164 membri come un bene pubblico che merita di essere preservato e rafforzato. Questo spiega forse il dinamismo tranquillo che regna nei corridoi dell’OMC. Questa energia è palpabile e fa pensare che siano in corso cambiamenti profondi.

Le funzioni di negoziazione dell’OMC stanno attraversando una fase sperimentale che promette di creare nuove regole che riguardano direttamente l’economia del XXI secolo e le attuali preoccupazioni in tema di sostenibilità.

Mentre l’anno 2019 stava spirando abbiano potuto assistere a un ripensamento dei negoziati di importanza fondamentale per ridurre le sovvenzioni più dannose alla pesca che impoveriscono le risorse dei nostri oceani. I membri sanno che dobbiamo giungere a un’intesa entro giugno per la nostra dodicesima Conferenza ministeriale a Nour-Sultan, nel Kazakistan, altrimenti ci dovremo assumere la responsabilità collettiva di non aver raggiunto un aspetto cruciale degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Le trattative sull’agricoltura sono state rilanciate, avendo i Membri preso misure pragmatiche per identificare gli ambiti nei quali un accordo sulle questioni di importanza vitale potrebbe essere concluso. 

Gruppi di lavoro sono impegnati a elaborare nuove regole su una serie di questioni – commercio elettronico, agevolazioni agli investimenti, regolamentazione interna dei servizi – che mirano a rendere il commercio più efficace e più prevedibile nei settori di punta dell’economia. I membri cercano anche di rendere più facile, più sicuro e più sostenibile la partecipazione delle donne e delle piccole imprese nel commercio mondiale, contribuendo così a renderlo più inclusivo.

Divergenze nella risoluzione delle controversie

È vero che in materia di risoluzione delle controversie abbiamo subito una battuta d’arresto alla fine del 2019, quando i membri non hanno saputo trovare un’intesa sulla riforma dell’organo d’appello. Ma ho già avviato consultazioni per esplorare tutti gli aspetti della riforma del regolamento delle controversie e mi impegnerò in una discussione al più alto livello, sia a Ginevra, sia nelle capitali, per identificare le soluzioni possibili. Nello stesso tempo numerosi membri stanno studiando diverse soluzioni creative provvisorie per fare in modo che il meccanismo di risoluzione delle controversie a due fasi resti operativo durante la ricerca di un accordo definitivo. 

Continuo a credere che l’OMC sia più importante che mai per l’economia mondiale, per la creazione di impieghi, per la crescita e lo sviluppo. E malgrado le incertezze che oggi pesano sul commercio, ritengo che il 2020 offra reali opportunità per giungere a risultati significativi. Ci sono concrete possibilità che le trattative in corso a Ginevra possano dare i loro frutti a Nour-Sultan sotto forma di nuovi accordi o accordi quadro. In effetti non è impossibile che la CM12 sfoci in una delle più significative serie di intese della nostra storia.

Se gli ultimi 25 anni ci hanno insegnato qualcosa sull’OMC, è che questa organizzazione è resistente e piena di risorse. Abbiamo servito bene i nostri membri nel corso dell’ultimo quarto di secolo e continueremo a farlo in futuro.

Le opinioni espresse in questo articolo, pubblicato per la prima volta sul sito web dell’OMCCollegamento esterno, sono esclusivamente quelle dell’autore. Esse non riflettono necessariamente le opinioni di swissinfo.ch.

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Traduzione dal francese di Leonardo Spagnoli

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