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Omicron, rinviato alla prossima estate il Wef di Davos

Un'edizione (forse) senza neve per il Wef di Davos. Keystone / Gian Ehrenzeller

L'impennata a livello planetario dei contagi di coronavirus costringe alla resa gli organizzatori del più importante vertice internazionale che si tiene annualmente nella Confederazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 dicembre 2021 - 15:44
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

Il Forum economico mondiale (Wef) di Davos, originariamente previsto dal 17 al 21 gennaio, è stato infatti rinviato: se le condizioni lo consentiranno verrà recuperato all'inizio estate.

"Nonostante i rigorosi protocolli sanitari del meeting, la trasmissibilità di Omicron e il suo impatto sui viaggi e la mobilità hanno reso necessario il rinvio", ha precisato una nota ufficiale del Wef.

La salute e la sicurezza di tutte le persone coinvolte negli incontri fisici (partecipanti, collaboratori e la comunità ospitante) sono sempre state la priorità del Forum, aggiunge la comunicazione.

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Il vuoto sarà comunque colmato con una serie di iniziative che si terranno sulla rete. Nei giorni previsti della manifestazione si svolgerà una serie di sessioni online che vedranno la partecipazione di vari protagonisti della politica e dell'economia mondiale.

"Il rinvio della riunione annuale non impedirà il progresso attraverso la continua convocazione digitale dei leader delle imprese, dei governi e della società civile", ha affermato Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del Wef. "La cooperazione pubblico-privato è proseguita durante la pandemia e continuerà a ritmo sostenuto, non vediamo l'ora di riunire presto i leader globali di persona", ha proseguito Klaus Schwab.

Già quest'anno il Wef ha dovuto subire i contraccolpi della pandemia globale. Dopo essere stata rinviata a gennaio, l'edizione 2021 si sarebbe dovuta tenere in agosto a Singapore. Ma l'evoluzione della situazione epidemiologica nel paese orientale aveva portato all'annullamento definitivo del vertice annuale. A questo punto l'auspicio è che, nonostante i lodevoli propositi, nel 2022 non si ripeta l'esito di quest'anno.

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