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Il pugno di ferro di Netanyahu contro Iran e palestinesi

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Questo contenuto è stato pubblicato il 19 febbraio 2018 - 09:26
tvsvizzera/spal con RSI (TG del 18.2.2018)

È cresciuta nelle ultime 24 ore la tensione in Medio Oriente tra Israele e i suoi vicini.

Alla conferenza sulla sicurezza che si è tenuta a Monaco il premier Benjamin Netanyahu ha pesantemente attaccato l’Iran mentre alla frontiera con Gaza nuovi scontri hanno provocato la morte di due giovani.

Per il capo del governo dello Stato ebraico la Repubblica islamica è “la più grande minaccia per il nostro mondo” e va senza indugio fermata. Pronunciando queste parole Benjamin Netanyahu ha mostrato al vertice di Monaco un pezzo del drone abbattuto il 10 febbraio sullo spazio aereo di Israele.

“Signor Zarif, lo riconosce? Dovrebbe, è suo", ha detto il premier non senza una certa teatralità. Ironica la replica del ministro degli Esteri iraniano, per il quale Israele usa l'aggressione contro i vicini come linea politica: "È stato un numero da circo che non merita nemmeno una risposta".

Sul fronte palestinese c’è invece da registrare la dura rappresaglia seguita allo scoppio di un ordigno nella regione di frontiera con Gaza in cui sono rimasti feriti 4 soldati, due dei quali in modo grave. Come promesso dalle autorità israeliane, almeno 18 obiettivi di Hamas sono stati bombardati, con il conseguente ferimento di almeno due persone.

Ma l’episodio più grave è stato l’uccisione di due giovani, apparentemente civili, che si erano avvicinati troppo alla linea di frontiera. Un evento destinato ad acuire ulteriormente la tensione nella Striscia di Gaza, che rischia di complicare il processo di riconciliazione tra Hamas e al Fatah.

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