Navigation

Caos alle Maldive, indetto lo stato d'emergenza

Alta tensione alle Maldive, dove da lunedì sera è in vigore lo stato d'emergenza proclamato dall'autoritario presidente Abdullah Yameen. Non ci sarebbero problemi di sicurezza per i turisti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 febbraio 2018 - 08:26
tvsvizzera.it/ATS/Fra con RSI
Contenuto esterno


Dopo aver fatto arrestare nelle ultime 24 ore un ex presidente, ora all'opposizione, e due giudici su cinque della Corte, accusati di tramare un colpo di Stato, gli altri tre membri dell'Alto tribunale hanno ritirato la loro stessa sentenza con cui la scorsa settimana avevano ordinato la scarcerazione di nove leader antigovernativi e il reintegro di 12 deputati dell'opposizione.

Al momento non si segnalano particolari problemi per i turisti che visitano le Maldive per le loro lussuose spiagge, molto spesso senza transitare per Malé. Diversi Paesi occidentali - fra questi anche la Svizzera - hanno raccomandato però ai propri connazionali di mantenere l'allerta ed evitare luoghi di raduno.

Già lunedì Yameen aveva annunciato che non avrebbe attuato l'ordine dei giudici. E poche ore dopo aveva mandato l'esercito a occupare l'edificio della Corte Suprema, arrestando anche l'ex presidente - e suo fratellastro - Maumoon Abdul Gayoom con l'accusa di corruzione e tentativo di rovesciare il governo, in un anno in cui sono previste le elezioni presidenziali. Parlando in televisione, Yameen ha definito la decisione della Corte "un'ostruzione dell'abilità dello Stato di funzionare".

Sentenza della Corte suprema

La sentenza della Corte, che aveva accusato Yameen di aver influenzato i processi e le condanne contro i leader dell'opposizione tra cui il suo predecessore ora in esilio Mohamed Nasheed, avrebbe consentito all'opposizione di assumere la maggioranza in Parlamento e presentare mozioni di sfiducia contro il governo. Il verdetto aveva portato a manifestazioni di protesta nelle capitale Malé da parte di sostenitori dell'opposizione, dopo quasi cinque anni di progressivo giro di vite contro le libertà democratiche da parte del governo Yameen.



Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.