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I sogni del fotoreporter Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna nel suo studio milanese. Claudio Moschin

Dal 3 settembre al 17 ottobre Ferdinando Scianna sarà il protagonista di una grande mostra allo Spazio Reale, a Monte Carasso, dal titolo “Dormire, forse sognare”: protagoniste figure avvolte nel sonno, immagini di uomini e animali dormienti da osservare in punta di piedi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 giugno 2021 - 11:07
Claudio Moschin

Ferdinando Scianna, è uno dei più grandi fotoreporter italiani (e del mondo). Ha iniziato ad appassionarsi alla fotografia negli anni Sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine, la Sicilia. 

La guerra, il viaggio, la religiosità popolare - tutte legate da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita. Ora, a 78 anni, Scianna racconta in questa intervista realizzata nel suo studio milanese come ormai si sia rarefatta quasi del tutto la sua voglia di scattare fotografie. La voglia forse ci sarebbe ma il fisico fatica.

Così, al posto delle immagini, ora Scianna preferisce (forse) la parola scritta. In oltre 50 anni di narrazioni, nella carriera di Scianna non mancano di certo le suggestioni: da Bagheria alle Ande boliviane, dalle feste religiose - esordio della sua carriera - all'esperienza nel mondo della moda, iniziata con Dolce & Gabbana e con la sua modella icona Marpessa.

Poi i reportage (è stato il primo italiano a far parte, dal 1982, dell’agenzia fotogiornalistica Magnum), la guerra, i paesaggi, le sue ossessioni tematiche come gli specchi, gli animali, le cose e infine i ritratti dei suoi amici, maestri del mondo dell’arte e della cultura come Leonardo Sciascia, Henri Cartier-Bresson, Jorge Louis Borges, solo per citarne alcuni.

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