Navigation

Moby Dick in trasferta a Torino

Lo stretto indispensabile, canone letterario e consumi culturali è il tema di cui si è discusso al Salone del libro con Lina Bolzoni, Antonio Pascale e Mariolina Bongiovanni Bertini

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 maggio 2014 - 07:06

Venti anni fa il critico Harold Bloom pubblicò il suo "Canone occidentale": la lista dei campioni della letteratura occidentale. Fu accusato per aver messo nell'elenco quasi solo scrittori bianchi, maschi e morti. Qualche settimana fa sul New York Times è ripartito il dibattito. La lista vale ancora? Due decenni sono passati invano? Che impatto hanno i nuovi strumenti di lettura come il Kindle? L'autopubblicazione su internet è una fiera delle vanità oppure una via per diventare il prossimo Shakespeare? Perché da una parte combattiamo l'idea stessa di canone, e dall'altra non facciamo che compilare liste dei "100 libri da leggere assolutamente"?

Ne hanno parlato in questa edizione di Moby Dick, in diretta dal Salone dal Libro di Torino, Lina Bolzoni, che insegna letteratura italiana alla Normale di Pisa; lo scrittore Antonio Pascale, che qualche mese fa ha pubblicato da Einaudi "La attenuanti sentimentali" e Mariolina Bongiovanni Bertini, francesista, curatrice fra l'altro dell'edizione italiana delle opere di Balzac nei "Meridiani" Mondadori.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.