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Milano, l'Istituto svizzero rende omaggio a Aldo Rossi

Inaugurata una mostra per il 50esimo del volume "L'architettura della città"

Nel 1966 l'architetto milanese Aldo Rossi dava alle stampe "L'architettura della città" per le edizioni Marsilio di Padova. Il risultato? Un successo strepitoso, un effetto dirompente sulle regole dell'architettura così come veniva intesa in quegli anni, un destino da libro "mito" che ha fatto planare quel tomo sui banchi di ogni università e negli scaffali di ogni progettista.

L'Istituto Svizzero, nella sua sede milanese di via del Politecnico Vecchio, ha deciso di rivisitare questa architrave dell'architettura moderna con una mostra concettuale sul libro di Rossi a 50 anni dalla sua pubblicazione, momento che proiettò il professionista milanese nell'olimpo degli architetti fino alla summa del premio Priztker (1990), vinto ben prima di Renzo Piano. Coraggiosa l'operazione dei curatori Victoria Easton, Kersten Geers e Guido Tesio: nello show room dell'istituto i tre hanno deciso di destrutturare il libro e, nella mostra che si intitola "The Books of The Architecture of the City", di mettere i 160 tomi quali Rossi prese, spunto, idea, fonti, contagio. Il risultato? Un'esperienza "toccabile", quella di poter sfogliare quei volumi, alcuni antichissimi, per vedere da cosa abbia preso genesi il libro che più ha scosso le basi dell'architettura internazionale. La mostra è visitabile da oggi al 22 ottobre con orari 10.30—17.30 da lunedì al venerdì e 14-18 il sabato.

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