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Non si fermano gli sbarchi a Lampedusa

Una delle due 'carrette' del mare stipate di migranti intercettate dai guardiacoste italiani al largo di Lampedusa. Keystone / Ansa

Nelle ultime 24 ore, oltre 2'000 donne, uomini e bambini sono sbarcati sull'isola siciliana. Dall'inizio dell'anno, gli arrivi via mare in Italia sono circa 13'000.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 maggio 2021 - 13:34

Le 20 barche giunte nelle ultime 24 ore a Lampedusa provenivano soprattutto dalla Tunisia e in parte dalla Libia. A bordo vi erano 2'218 persone, che sono state trasferire al centro di accoglienza e di registrazione dell'isola.

Nella notte tra domenica e lunedì, una motovedetta della capitaneria ha soccorso un peschereccio con a bordo 352 persone di varia nazionalità, a nove miglia dalla costa. Poi, un'altra motovedetta ha trasbordato altre 87 persone che si trovavano su un barcone.

L'organizzazione non governativa Alarm Phone, che gestisce una linea telefonica d'emergenza, ha avvertito che centinaia di altre persone, a bordo di almeno cinque imbarcazioni, si trovano in difficoltà nella zona di mare di competenza di Malta.

L'hotspot di Lampedusa, che ha una capienza massima di 250 posti, è ormai al collasso e la prefettura di Agrigento sta accelerando le procedure di trasferimento.

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Stando alle cifre fornite dal Ministero dell'interno, dall'inizio dell'anno e sino a venerdì sette maggio sono sbarcate in Italia 10'700 persone. Con gli arrivi nelle ultime ore, si sale a circa 13'000.

Un anno fa, nello stesso periodo si contavano 4'100 arrivi.

Tunisini, ivoriani e bangladesi

Tra i migranti sbarcati a Lampedusa si trovano soprattutto tunisini, ivoriani e bangladesi.

Come detto, secondo gli investigatori la maggior parte dei barconi sono partiti dalla Tunisia. La ministra dell'interno Luciana Lamorgese si recherà tra una decina di giorni a Tunisi, proprio per affrontare il tema migrazione.

La situazione non è migliore in Libia, da dove sono partiti almeno un paio di pescherecci carichi di migranti. Il nuovo Governo di accordo nazionale, guidato da Abdel Hamid Dbeibah, sembra per ora avere mille difficoltà per imporre la sua autorità alle diverse milizie che si spartiscono il Paese. Ricordiamo inoltre che giovedì scorso un peschereccio italiano era stato mitragliato al largo delle coste di Bengasi da una motovedetta militare libica.

tvsvizzera.it/mar/agenzie con RSI (TG del 10.5.2021)

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