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A Como l’emergenza migranti è rientrata, ma i problemi restano

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Le immagini dei migranti accampati alla stazione di Como appartengono al passato. Il centro allestito dalle autorità in settembre accoglie oggi un centinaio di persone, un numero ben inferiore rispetto a quello di qualche mese fa. Questo calo sarebbe in parte riconducibile a una rete di passatori attiva nella zona.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 gennaio 2017 - 09:23
tvsvizzera,it/mar con RSI (Il Quotidiano del 5.1.2017)

“Posso confermare che una rete di passatori si è creata o perlomeno si è rimessa in circolo. Stanno tentando di fare passare un po’ di persone”, afferma Roberto Bernasconi, direttore della Caritas di Como. I passatori chiederebbero circa 250 euro per ogni persona.

Per mettere insieme un po’ di soldi, alcune persone spacciano droga o si prostituiscono, indica ancora Bernasconi.

A spiegare il calo di presenze nel centro d’accoglienza a Como, dove qualche mese fa vi erano circa 400 persone, è però anche un altro fattore: molti migranti hanno chiesto l’asilo in Italia e sono stati spostati verso altri centri.

Il giro di vite annunciato dal governo, che intende rimpatriare le persone in situazione irregolare, è visto con scetticismo dagli operatori del settore: “È molto difficile che ciò accadrà. Non vedo come la questura, già oberata di lavoro, riesca a trovare il tempo per effettuare questi rimpatri”, afferma Roberto Ciriminna, responsabile Caritas del campo d’accoglienza di Como.

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