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Un accordo di libero scambio che non piace ai contadini

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Questo contenuto è stato pubblicato il 20 febbraio 2018 - 21:09

Il ministro dell'economia svizzero Johann Schneider-Ammann vuole accelerare la firma di un accordo di libero scambio con il mercato comune dell'America meridionale. Gli agricoltori però non ci stanno.

Nella tavola rotonda organizzata martedì a Berna per discutere del tema, una sedia è rimasta vuota: l'Unione svizzera dei contadini (USC) ha infatti rinunciato a partecipare all'incontro.

Il timore è che sia proprio l'agricoltura a fare le spese dell'accordo di libero scambio col Mercosur, incapace di competere con prodotti molto meno cari provenienti dal Sudamerica.

Un accordo che non piace neanche in Italia

Non è solo la Svizzera a discutere di un accordo di libero scambio con il Mercosur.

L'Unione Europea sta infatti negoziando in tal senso.

Il progetto non piace però all'Italia: "Penso che l'accordo Ue-Mercosur sia insoddisfacente per il nostro agroalimentare e credo si debba valutare la possibilità di porre il veto", ha dichiarato martedì il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina.

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"Deploro questa assenza. Dobbiamo poter dialogare e trovare delle soluzioni insieme", ha affermato Johann Schneider-Ammann ai media a margine del meeting. Un'intesa con il Mercosur, che riunisce Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay permetterebbe alle imprese esportatrici svizzere di accedere a questo mercato dal grande potenziale, ai suoi 260 milioni di consumatori e a una classe media in crescita.

Per potere raggiungere un accordo, la Svizzera deve però essere disposta a fare qualche concessione in ambito agricolo, precisa il ministero dell'economica in un comunicatoLink esterno. Nell'analisi globale dell'evoluzione della politica agricola, approvata dal governo elvetico lo scorso novembre e nella quale si è tenuto conto anche dei negoziati col Mercosur, sono previste diverse riforme a partire dal 2022, nonché una riduzione della protezione doganale.

Parte del settore agricolo, già confrontato con una forte pressione sui prezzi, ritiene che il piano del governo non preveda sufficienti misure per attenuare le ingenti perdite che le famiglie contadine subiranno. 

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