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Maam, il primo museo abitato al mondo

tvsvizzera

A Roma da oltre dieci anni in un ex salumificio abbandonato sorge il primo museo abitato al mondo. Un luogo unico, candidato a entrare a far parte del Patrimonio immateriale dell'Unesco.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 agosto 2022 - 17:30
Dario Lo Scalzo

Quella del MaamLink esterno, il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz città meticcia, è senza dubbio una di quelle storie che incuriosisce e affascina. Una storia unica che inizia quando negli anni ’80, nella periferia est di Roma, il salumificio Fiorucci viene dismesso per poi passare sotto la proprietà del costruttore Salini.

Dopo anni di disuso, nel marzo del 2009 l’ex fabbrica venne occupata da centinaia di persone in condizione di emergenza abitativa. Con il supporto del movimento Blocchi Precari MetropolitaniLink esterno un gruppo di famiglie italiane e straniere decise di entrare all’interno della struttura abbandonata rivendicando il diritto all’abitare. Una sessantina di nuclei familiari provenienti dai quattro continenti fanno nascere Metropoliz_città meticcia.

Ma non finisce qui. Nel 2011, due antropologi e filmaker, Giorgio de Finis e Fabrizio Boni, varcano il cancello di Metropoliz, parlano con i loro abitanti e propongono un progetto artistico senza eguali: costruire un razzo per atterrare sulla Luna, l’Altrove di nessuno, il mondo della solidarietà. Al progetto partecipano filosofi, scienziati, artisti e gli stessi abitanti di Metropoliz e il suo l’epilogo è la realizzazione di un film "Space MetropolizLink esterno", tuttora simbolo della citta meticcia.

La prosecuzione naturale di quella iniziativa è la costituzione del museo dell’Altro e dell’Altrove Maam nel 2012. Il cantiere cinematografo si trasforma in spazio artistico aperto a tutti e si arricchisce di arte e bellezza. Oggi, questo museo d’arte contemporanea accoglie oltre 600 opere realizzate gratuitamente da 400 artisti da tutto il mondo.

Un’ex-salumificio diviene città che a sua volta diviene il primo museo abitato al mondo. La vita quotidiana dei suoi abitanti si fonde e si confonde con l’arte, con delle opere d’arte che si mischiano agli spazi occupati. Metropoliz e Maam diventano il simbolo dell’integrazione, dell’inclusione e della possibilità di coesistenza in mondi differenti.

La minaccia dello sgombero

Dietro il fascino di questa storia unica c’è però la minaccia dello sgombero. Nel 2018, dall’occupazione abusiva dello stabile di via Prenestina 913, con la sua azione legale, il gruppo imprenditoriale Salini ha ottenuto un risarcimento record di poco meno di 28 milioni di euro e Metropoliz è finita in cima alla lista degli immobili da sgomberare della Prefettura.

Il clima di minaccia e tensione non ha scoraggiato il Maam che lo scorso marzo ha presentato la documentazione alla Commissione nazionale italiana per l’Unesco per candidare il primo e unico museo abitato al mondo a patrimonio immateriale dell’umanità.

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