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Lupo, il timore corre lungo la frontiera

La presenza del lupo è una questione transfrontaliera.
La presenza del lupo è una questione transfrontaliera. Keystone / Christian Brun

Nell'Alto Varesotto, da Indemini alla Veddasca, crescono gli avvistamenti del predatore che preoccupano gli allevatori. Dal sindaco italiano l'appello a una soluzione transfrontaliera.

Il lupo è arrivato in Alta Veddasca, nel Luinese, appena sotto Indemini. “Segni” del suo passaggio nell’alto varesotto sono stati notati proprio a ridosso dell’attacco compiuto da un predatore ad un gregge di 33 ovini il 26 maggio 2023, in Ticino, ai monti di Sciaga.

Nessuno, tanto meno gli allevatori italiani, dice che si tratti dello stesso esemplare ma certamente la coincidenza temporale, esattamente le stesse ore, fanno pensare ad un esemplare che possa aver attraversato “il valico verde”, i boschi che dividono Maccagno con Pino e Veddasca con l’area di Gambarogno e Indemini.

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Gli allevatori italiani non si esprimono circa la richiesta al Consiglio di Stato di abbattimento del lupo che ha predato in Svizzera, espressa dall’Associazione per la Protezione del Territorio dai Grandi Predatori (APTdaiGP) e Unione Contadini Ticinesi (UCT). “Quanto accaduto sopra Indemini – dicono mostrando il breve tratto di strada che li divide dal borgo ticinese – preoccupa ed anche molto. Ci mettiamo anche nei panni dei colleghi ticinesi ma non riteniamo corretto entrare in dinamiche o dibattito di altri Stati. Va però detto che, dal momento che non si tratta di casi isolati visto quanto sta accadendo nelle altre province di confine con la Svizzera, forse si potrebbero cercare soluzioni che non guardino al passaporto o alla nazionalità, visto che il lupo non conosce frontiere e confini”.

Le strade percorribili

Oltre frontiera nessuno tocca il tema dell’abbattimento di questi predatori- è un argomento scivoloso – e nel luinese c’è comunque la volontà di sondare soluzioni proposte dapprima da organismi come l’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste (ERSAF). L’orientamento politico italiano è ancora frastagliato: il 4 agosto scorso il Consiglio dei ministri ha rinunciato ad impugnare la legge altoatesina sui grandi predatori, lasciando sostanzialmente mano libera alle due province autonome di Bolzano e Trento nella gestione di lupi e orsi pur se con una serie di vincoli.

E localmente, appena sotto Indemini, che ne pensa il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca? “Non entro chiaramente in vicende che riguardano gli allevatori di Indemini, le associazioni che si occupano di predatori o il  Governo ticinese – ha spiegato ad RSI il sindaco Fabio Passera – così come chiedo attenzione nel trattare questa materia anche alle nostre latitudini. Da una parte per non suscitare timori poi difficili da gestire in una comunità, dall’altra perchè qualcuno potrebbe sentirsi autorizzato ad avere comportamenti non consoni con le regole vigenti. Sappiamo che si è riunito per la prima volta il 22 giugno scorso il gruppo di lavoro dedicato alle “Migrazioni transfrontaliere di fauna selvatica”, con i rappresentanti dei servizi competenti di Ticino, Regione Lombardia e Regione Piemonte. Dall’incontro è emersa la necessità di dedicare un approfondimento particolare a lupi, ungulati selvatici ed orsi. Ecco, credo che questo possa essere un tavolo “neutrale” dove predisporre non solo corretta informazione ma anche, ove possibile, regole comuni transfrontaliere”.

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