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Lupi in azione a San Bernardino e Klosters

Keystone / Alexandra Wey

Gli attacchi avvenuti negli scorsi giorni a Klosters e nella regione del San Bernardino, nei Grigioni, hanno riportato d'attualità la spinosa questione del lupo sulle Alpi svizzere.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 luglio 2021 - 21:24
tvsvizzera.it/spal

Un tema che è avvertito soprattutto in questo periodo estivo quando le greggi si trovano negli alpeggi, mettendo sotto pressione gli allevatori. Tra una decina di giorni entreranno in vigore le nuove norme contenute nell'ordinanza sulla caccia adottata a fine giugno dal governo federale ma per i pastori questo non basta. Dal 15 luglio i cantoni potranno abbattere i predatori problematici dopo l'aggressione a dieci ovini (in precedenza ce ne volevano quindici).

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Ma le tensioni di questi giorni si stanno accumulando sulla scia dei ripetuti attacchi. Martedì scorso a San Bernardino un lupo ha assalito un gregge sbranando quattro pecore: altre quattro sono disperse e una ha dovuto essere abbattuta per le ferite riportate.

I proprietari provenienti dalla Svizzera nord-orientale (Turgovia, San Gallo e Appenzello) sono quindi venuti a riprendersi i loro capi sui pascoli di Mucia e Vigon per evitare guai maggiori a centinaia di bestie.

Scenario analogo a Klosters dove a metà giugno un lupo ha attaccato 16 ovini uccidendone sei. Anche in questo caso gli allevatori hanno deciso di riportare a casa circa settecento capi che andranno quindi ora alimentati con foraggio che dovrà essere acquistato visto che non sarà più accessibile quello sugli alpeggi.

Una coesistenza difficile, quella tra predatori e allevatori, appesa a un filo e alla quale Berna cerca di porre rimedio. Una soluzione potrebbe arrivare dalle decine di volontari formati da Pro Natura Grigioni che sono ora disponibili a supportare i pastori nella sorveglianza delle greggi.

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