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Ma ti tal sét ul dialètt?

Il dialetto nel cantone Ticino rispunta dove non te l’aspetti. Tra dirigenti di alto livello, nelle stanze dei bottoni. Oppure all’asilo o a scuola, perché si è tornati a parlarlo in casa. Scomparsa rimandata? L'approfondimento della trasmissione Falò (sottotitolato in italiano).

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 dicembre 2019 - 10:00
Elisabeth Alli, Falò RSI
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I dialettofoni nel Canton Ticino sono passati dall’83,1% al 30%. Ma il dialetto è una lingua inaspettatamente vitale, anzi resiste in contesti culturali e sociali dove non te lo aspetti.

Tra dirigenti di alto livello, nelle stanze dei bottoni. Oppure all’asilo, perché si è tornati a parlarlo in casa. La puntata di Falò offrirà un originale viaggio attraverso situazioni disparate e divertenti: membri del clero, professioniste, politici e dirigenti, uomini e donne di lettere danno così voce alla lingua che sta loro a cuore affermando che il dialetto è parte della loro identità. 

Sono pure numerose le iniziative volte a rivitalizzare il dialetto come patrimonio umano e culturale. Scomparsa rimandata? In studio il dialettologo Franco Lurà.

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