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La vaccinazione rallenta in Svizzera, come invertire la tendenza?

Alcuni cantoni hanno aperto centri vaccinali mobili con l'obiettivo di raggiungere più persone portando l'immunizzazione davanti a casa della gente. Keystone / Cyril Zingaro

La Svizzera, come molti altri Paesi, fatica a tenere alto il ritmo con cui vaccina la sua popolazione. I responsabili della sanità sono tuttavia reticenti a introdurre misure più coercitive per convincere gli indecisi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 luglio 2021 - 08:27

Alla fine di giugno, la popolazione svizzera ha potuto rilassarsi un po'. Con il tempo che stava migliorando e gli assembramenti nuovamente permessi, molte persone si sono riversate sulle terrazze e nei bar per seguire i Campionati europei di calcio. Altri hanno fatto i bagagli e sono partiti per delle vacanze a lungo posticipate.

Virginie Masserey, responsabile della divisione Malattie trasmissibili dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), ha ammesso che in quel momento la vaccinazione non era probabilmente in primo piano tra le preoccupazioni della gente.

"Molti avranno pensato di poter semplicemente godersi la vita – che erano al sicuro con le cifre al ribasso", dice Masserey, che coordina la campagna vaccinale.

All'inizio luglio, il numero di vaccini somministrati era crollato da 90'000 a 60'000 dosi al giorno. Al momento della stesura di questo articolo, poco più del 40% della popolazione è completamente vaccinata. I nuovi casi, nel frattempo, sono risaliti dopo un calo significativo, arrivando a 500 al giorno a metà luglio, molti dei quali riconducibili alla più contagiosa variante Delta.

Masserey, che coordina la campagna vaccinale a livello nazionale, è diventata un volto noto. Keystone / Peter Schneider

Masserey non è sorpresa. "Abbiamo osservato che, in altri Paesi, una volta raggiunto il 50% di copertura inizia a calare la volontà di farsi vaccinare", dice l'esperta che interviene regolarmente durante le conferenze stampa del governo sulla pandemia. "Ma sta solo rallentando".

Ravvivare una campagna fiacca

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) prevede che la variante Delta diventerà presto dominante e molti governi si stanno impegnando per promuovere la vaccinazione. Israele, uno dei primi Paesi a immunizzare la sua popolazione, ha registrato un rapido aumento dei casi in giugno e ora punta sulla vaccinazione per gli adolescenti. In Europa, una spinta alle somministrazioni è stata data dalle rinnovate campagne nei Paesi Bassi, in Norvegia e in Spagna, secondo Reuters.

Secondo un recente sondaggioLink esterno il 25% degli svizzeri non intende vaccinarsi, ma Masserey resta ottimista.

"Lo si può considerare dall'altro lato: il 75% può essere convinto a vaccinarsi", spiega, aggiungendo che, se questa proporzione fosse raggiunta, rappresenterebbe una copertura "molto buona". Circa l'80% delle persone con più di 65 anni è completamente vaccinato. Prove aneddotiche mostrano che i più giovani possono essere convinti a immunizzarsi, specialmente dai coetanei, sottolinea Masserey.

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Lo scopo della vaccinazione non è l'immunità di gregge – "Viviamo in un mondo interconnesso, è impossibile avere l'obiettivo di eliminare il virus", dice, ma di prevenire il maggior numero possibile di decessi e ricoveri.

Al momento, le autorità svizzere non sembrano voler offrire incentivi a vaccinarsi come negli Stati Uniti, dove biglietti della lotteria vengono regalati nei centri di somministrazione. E neanche di voler introdurre misure coercitive come in Francia, Paese che ha recentemente reso obbligatoria la vaccinazione per il personale sanitario.

"Perché puntare sul personale sanitario?", chiede Masserey, "è importante per tutti essere vaccinati".

La Commissione nazionale d'etica per la medicina umana (CNE) si è espressa contro un obbligo di vaccinarsi. Il suo presidente alla radio svizzero-tedesca SRF ha dichiarato che "non sarebbe la cosa giusta da fare", dato che esistono alternative per proteggere i pazienti, come i test frequenti per il personale sanitario.

Secondo Masserey, alcuni ospedali hanno già introdotto metodi efficaci per incoraggiare alla vaccinazione, per esempio ingaggiando esperti che rispondano alle domande del personale.

L'UFSP stesso si è concentrato nel condividere informazioni fattuali tramite una campagna pubblicitaria e continua ad attenersi a questa strategia.

"Sembra il modo migliore", dice Masserey. Il suo ufficio distribuisce opuscoli informativi, manifesti e video che enfatizzano i benefici del vaccino ai cantoni, responsabili della somministrazione vera e propria.

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La campagna dell'UFPS ha come bersaglio gruppi specifici, tra cui le giovani donne che utilizzano i social media e potrebbero essere preoccupate dagli effetti del vaccino sulla fertilità. L'ufficio sta anche preparando dei messaggi indirizzati alle persone di ritorno delle vacanze.

Più vicino alla gente

Un metodo adottato dalla Francia che ancora non è stato scartato dalla Svizzera è quello di estendere le possibilità d'applicazione nello spazio pubblico del certificato Covid. Il documento che mostra se una persona è completamente vaccinata o è risultata negativa a un test, è attualmente richiesto nella Confederazione per accedere alle discoteche o a grandi eventi.

"Un'estensione ridurrebbe il diffondersi del virus" anziché migliorare la copertura vaccinale, indica Masserey. "Naturalmente, avrebbe come effetto secondario quello di incoraggiare la gente a immunizzarsi".

La Francia ha registrato un picco delle prenotazioni per la vaccinazione - oltre un milione in 24 ore - dopo l'annuncio dell'obbligo di vaccino per il personale sanitario e della necessità di possedere un certificato per entrare in bar e ristoranti.

Alcuni cantoni svizzeri stanno sperimentando nuove strategie. Argovia, Svitto e Vaud hanno aperto centri di vaccinazione mobili nelle scorse settimane. A Ginevra, davanti a una farmacia che ha iniziato a effettuare vaccinazioni senza prenotazione si è formata una coda di due ore, secondo la radiotelevisione svizzero-francese RTS.

Avvicinarsi alla gente non significa solo portare il vaccino davanti a casa. Secondo Massery, si tratta anche del contatto diretto di membri fidati della società con la popolazione.        

"Ogni cantone è diverso, ed è quindi logico che ognuno pianifichi risposte e interventi appropriati per la propria popolazione e la specifica situazione", dice Messerey.  Il lavoro del suo ufficio è  incoraggiare le autorità cantonali a esaminare i dati per "individuare dove, a livello locale, esistono gruppi di persone non vaccinate su cui puntare".

Masserey non è sicura che il diffondersi della variante Delta porterà a un aumento dei ricoveri, come invece teme la Task force nazionale Covid-19, la quale ha indicato la situazione nel Regno Unito.

"Sono solo i non vaccinati a essere ricoverati? Ci sono insufficienze nei vaccini? ", chiede l'esperta, sottolineando che molte persone nel Regno Unito hanno ricevuto il vaccino di AstraZeneca che non è stato omologato in Svizzera.

"Non abbiamo abbastanza informazioni su ciò che sta provocando questo aumento e non sappiamo se l'esperienza britannica si possa applicare alla Svizzera".

Per Masserey, l'attuale aumento dei casi e la diffusione della variante Delta potrebbero anche avere un risvolto positivo – convincere chi finora esitava a farsi vaccinare.

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