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La Svizzera sostiene il registro dei danni di guerra in Ucraina

Un vigile del fuoco affronta un incendio a Kiev
In linea di principio, la Svizzera è favorevole all'idea che la Russia paghi i danni di guerra. Ma ci sono sfide legali da affrontare per far sì che ciò avvenga. Keystone / State Emergency Service Of Ukrai

La Svizzera si è schierata a favore di una documentazione ufficiale dei danni bellici causati dall'invasione russa dell'Ucraina.

Il Presidente svizzero Alain Berset firmerà una dichiarazione d’intenti per documentare i danni causati dalla guerra in Ucraina durante il vertice del Consiglio d’Europa che si terrà martedì a Reykyavik, in Islanda. Questo registro costituirà la base per le future discussioni sul pagamento dei danni inflitti dalla Russia.

Le stime dei costi di ricostruzione dell’Ucraina variano da 350 a 900 miliardi di franchi svizzeri. Durante l’Assemblea generale dello scorso anno la maggioranza dei Paesi delle Nazioni Unite ha votato a favore del principio che la Russia debba pagare un risarcimento.

Mosca ha denunciato queste richieste di risarcimento come un tentativo di rubare i suoi fondi statali congelati. La Svizzera ha dichiarato di aver congelato  beni della Banca centrale russa pari a 7,4 miliardi di franchi svizzeri, oltre a 7,5 miliardi appartenenti a oligarchi e società vicine a Mosca.

Tuttavia, la questione del sequestro permanente dei fondi per pagare la ricostruzione dell’Ucraina è irta di complicazioni legali: “Siamo tutti consapevoli che i danni causati dall’aggressore dovrebbero essere da lui riparati”, ha dichiarato a gennaio il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis. “Ma dobbiamo agire nel rispetto delle regole del diritto, altrimenti perdiamo credibilità quando condanniamo altri per violazioni della legge”.

Il Governo elvetico, come altri Paesi, ha finora rifiutato di impegnarsi a reindirizzare i beni russi congelati per pagare la ricostruzione dell’Ucraina.

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