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“La Svizzera è uno dei 10 Paesi più importanti per l’Ucraina”

Mentre l'ex ambasciatore di Kiev a Berna Artem Rybchenko loda il sostegno elvetico all'Ucraina, si fa strada l'ipotesi di un vertice di pace all'ONU a febbraio.

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La Svizzera è uno dei dieci Paesi più importanti per il sostegno all’Ucraina. È quanto dichiarato dall’ex ambasciatore di Kiev a Berna Artem Rybchenko, che ha lodato il lavoro della Confederazione dall’inizio del conflitto. Intanto dall’Ucraina si fa strada l’ipotesi di un vertice di pace a febbraio alle Nazioni Unite, in occasione del primo anniversario della guerra, con il segretario Antonio Guterres come mediatore.

“Puntiamo alla fine di febbraio, quando la guerra entrerà nel suo secondo anno, o si prevede che lo faccia. Lo scopo è anche quello di non permettere alla Russia di manipolare la situazione, perché Mosca dice sempre di essere pronta ai negoziati ma poi sul campo dimostra esattamente il contrario”, ha dichiarato il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba.

L’idea di un piano di pace era già emersa all’indomani del viaggio di Zelensky negli Stati Uniti. Ora sembra prendere sempre più piede.

Per il momento Mosca non sembra aver accolto con entusiasmo la proposta di Kiev. Le dichiarazioni rilasciate da Sergei Lavrov alla Tass sono eloquenti: “Il nemico – ha detto il ministro degli Affari esteri russo – è ben consapevole delle nostre proposte, secondo le quali le repubbliche di Donetsk e Lugansk, così come le regioni di Kherson e Zaporizhzhia devono rimanere in mano al Cremlino”.

E sul fatto che il futuro non riservi nulla di buono ci sono anche le previsioni, fatte su Twitter, da Dmitry Medvedev, che ha voluto immaginare – a modo suo – cosa accadrà nel 2023: dall’esplosione dei prezzi di gas e petrolio all’esplosione dell’Europa stessa.

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