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L'editoria italiana guarda ai nuovi immigrati dal Belpaese

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Questo contenuto è stato pubblicato il 11 maggio 2018 - 20:08
tvsvizzera/spal con RSI (Quotidiano dell'11.5.2018)

La Svizzera resta la nazione europea con il maggior numero di pubblicazioni in italiano al di fuori dell'Italia.

Anche a nord delle Alpi, dove gli italofoni sono una minoranza, la lingua di Dante resta un punto fermo del panorama editoriale elvetico, anche se gli scenari negli ultimi decenni sono profondamente mutati.

I periodici legati ai migranti giunti negli anni '50 e '60 sono entrati in crisi: "Emigrazione italiana", organo delle colonie libere di orientamento socialista ha dovuto chiudere per difficoltà finanziarie e il Corriere degli Italiani, di ispirazione cattolica, sta lottando per la sua sopravvivenza.

Ma nel contempo stanno nascendo nuove testate, come "Il Quaderno", il nuovo mensile pubblicato a Ginevra che ha già mille abbonati. Non sono più i temi sindacali, pensionistici e collegati al mercato del lavoro a monopolizzare queste nuove pubblicazioni, che si rivolgono ai nuovi immigrati: oggi si tratta infatti per lo più di laureati con più esperienze professionali che si spostano volentieri in tutta l'Europa. Interessati quindi ai mercati finanziari, alle nuove tecnologie e a tematiche economiche e politiche.

Ci sono poi i social network che riescono a raggiungere pubblici mirati e dove fioriscono gruppi di interesse più o meno locali attorno ad alcuni interessi condivisi dalla comunità italiana. Roma attualmente finanzia con 400'000 euro 13 pubblicazioni in Svizzera. Escluse quelle della Svizzera italiana che i loro abbonati, in questo caso prevalentemente elvetici, ce li hanno già.  

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