La maturità francese-italiano fatica a conquistare studenti nella Svizzera romanda

Lanciata nel 2023 con grande entusiasmo, la maturità francese-italiano fatica a decollare nel canton Friburgo. Gli iscritti erano solo due nel 2024 e saranno quattro per questo nuovo anno scolastico.
Questa settimana inizia il nuovo anno scolastico per gli allievi e le allieve del canton Friburgo. Nel post-obbligatorio, solo quattro persone hanno optato per una maturità bilingue francese-italiano. Proposto da due anni nel cantone, il concetto di studio in immersione in Ticino stenta a convincere, non solo a Friburgo, ma anche nel resto della Svizzera francese.
“Siamo cresciuti del 100% in un anno”, scherza François Piccand, capo del Servizio dell’insegnamento secondario di secondo grado del Canton Friburgo, intervenuto lunedì alla trasmissione “La Matinale” della Radiotelevisione della Svizzera Romanda RTS. Quest’ultimo riconosce che le cifre sono esigue, ma ricorda che le autorità si aspettavano una partecipazione contenuta in un primo momento e che l’obiettivo, a lungo termine, è di raggiungere 10 studenti per annata.
Secondo Piccand, bisogna ancora dare tempo a questo specifico percorso di studi. “Andare a vivere un anno in Ticino, lontano da casa, è un’opportunità, ma può anche rappresentare un freno per i e le giovani che, in alcuni casi, non hanno voglia di lasciare il proprio nido”.
Risultati simili nel resto della Svizzera francese
Nel canton Vaud, dove questa maturità bilingue esiste dal 2016, la situazione è la stessa, con un numero d’iscrizioni che varia da tre a nove ogni anno. Cifre che restano modeste se paragonate a quelle delle maturità bilingue in tedesco e in inglese.

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A Berna, l’unico altro cantone che offre questa possibilità, ogni anno scelgono questo indirizzo specifico da 15 a 20 allievi e allieve. Circa il 10% di loro proviene dalla Svizzera francese. A Ginevra, la maturità francese-italiano era stata presa in considerazione negli anni 2010, prima di essere abbandonata per mancanza d’interesse.
Una lingua non sempre percepita come utile
Per Rosalita Giorgetti, incaricata della promozione dell’italiano presso l’Ufficio federale della cultura, chi studia non sempre percepisce l’utilità d’imparare l’italiano per il proprio futuro professionale. L’apprendimento di questa lingua è per lo più relegato a un uso ricreativo, per esercitarsi durante le vacanze o per amore della lingua stessa.
Questa mancanza d’interesse è il segnale che l’italiano, pur essendo una lingua nazionale, non viene insegnato a sufficienza a scuola, ritiene da parte sua Brigitte Jörimann, coordinatrice della maturità bilingue per il Canton Ticino. Per lei, l’insegnamento della lingua di Dante trarrebbe vantaggio se iniziasse già nel ciclo secondario I, o addirittura alla scuola primaria.
La coordinatrice ritiene inoltre che si dovrebbero compiere maggiori sforzi a livello di Confederazione e Cantoni per “proteggere e promuovere l’italiano”.
Tradotto con l’ausilio dell’IA/mrj

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