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La crisi climatica avvicina USA e Cina

Dimostrazione di attivisti per i clima.
Dimostrazione di attivisti per i clima. Keystone / Laurent Gillieron

L'accordo a sorpresa annunciato da Usa e Cina alla conferenza Onu Cop26 sul clima, anche se per molti versi ancora indefinito, è il momento clou del vertice internazionale, alla vigilia del primo faccia a faccia (virtuale) tra Joe Biden e Xi Jinping, previsto per lunedì, secondo quanto hanno annunciato alcuni media.

Una svolta che contribuisce a stemperare i recenti toni da guerra fredda e a far partire l’incontro all’insegna del dialogo e della cooperazione, almeno su alcuni problemi globali, come la pandemia, la proliferazione delle armi nucleari e il commercio.

Ma l’intesa sul clima (su impulso soprattutto della diplomazia guidata da John Kerry) rischia rischia di essere l’unico successo concreto di questi giorni. Nei corridoi intanto trapela un possibile invito personale che Xi intenderebbe fare a Biden per l’inaugurazione dei Giochi Olimpici invernali in Cina a febbraio.

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Una mossa che secondo molti commentatori è interpretata come una polpetta avvelenata per la Casa Bianca: Joe Biden deve infatti ora decidere se declinare l’invito, gelando i rapporti tra le due potenze, o accettarlo, mettendo però in discussione il suo impegno su democrazia e diritti umani, proprio mentre il G7 sta discutendo un possibile boicottaggio diplomatico dei Giochi.

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Intanto però si infittiscono i messaggi di distensione. Come le reciproche lettere di congratulazioni che hanno inviato alla Commissione nazionale per le relazioni Usa-Cina in occasione del suo 55esimo anniversario.

Se non sono attesi progressi sui dossier più caldi, come le tensioni su Taiwan, Hong Kong e lo Xinjiang, è previsto qualche passo su altre questioni, tra cui l’allentamento delle restrizioni sui visti, la creazione di un dialogo bilaterale sulle armi nucleari e una possibile cornice per sminare le frizioni commerciali tra i due Paesi e dimostrare la volontà di indirizzare i rapporti dal confronto alla cooperazione, pur mantenendo la rivalità.

Al summit Xi Jimping arriva forte della storica risoluzione del Partito comunista che rafforza il suo status, equiparandolo a Mao e al suo successore Deng, mentre Biden, pur potendo ostentare la rinnovata alleanza con l’Europa, si presenta con una evidente debolezza interna. Con i repubblicani pronti ad attaccarlo se apparirà troppo remissivo.

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