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L'Ue cerca di ripartire da Roma

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I 27 paesi dell’Unione europea provano a ripartire da Roma, dove oggi si celebrano i 60 anni dei trattatiLink esterno che esattamente il 25 marzo 1957 istituirono la Comunità economica europea.

In occasione dell’anniversario i membri dell’Ue hanno firmato una dichiarazione d’intenti congiuntaLink esterno, a lungo negoziata e rivista, con cui si vogliono porre le basi per rilanciare l’organizzazione continentale. Un esito non del tutto scontato considerate le ritrosie di alcuni paesi dell’Est che negli ultime mesi hanno frenato le politiche di Bruxelles su immigrazione e sicurezza.

In ogni caso si è giunti alla formalizzazione, pur senza citarlo esplicitamente, del principio dell’Ue a più velocità. L’Unione, si legge nel testo, “è una e indivisibile” e rappresenta “il nostro futuro comune”. Ma soprattutto è sdoganata l’idea che ogni paese procederà secondo i propri ritmi ed esigenze, senza per questo precludere intese rafforzate e circoscritte su alcune tematiche puntuali.

Dopo aver sottolineato i risultati di questi 60 anni, connessi soprattutto alla creazione della moneta unica e della BCE, i leader dei 27 hanno preso l’impegno di procedere verso un’integrazione accresciuta anche in altri ambiti diversi da quelli finanziari. In quest’ottica è stata accettata la menzione della Grecia alle conquiste sociali da preservare.

I contraccolpi della Brexit, delle spinte centrifughe orchestrate dai populismi di vario colore e della crisi economica sono evidenti ma il sogno di un futuro di pace, libertà da vivere in comune sembra oggi a Roma essere intatto. 

Documenti:

-I Trattati di RomaLink esterno

tvsvizzera/spal con RSI (TG del 25.3.2017)

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