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L’eterno riposo di Gian Giacomo Egg

A Piedimonte Matese c'è un piccolo “cimitero degli svizzeri”, dove riposano gli Egg e le maestranze svizzere che vi giunsero per lavorare.

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 novembre 2021 - 09:11
Mario Messina, RSI News
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È il 1836 quando si crea il cimitero di PoggiorealeLink esterno a Napoli e fu finalmente trovata una soluzione a un problema annoso per la capitale del Regno delle Due Sicilie: quello della sepoltura dei defunti meno abbienti. Rimaneva però confermata la proibizione alla sepoltura dei defunti appartenenti a culti diversi da quello cattolico. Un problema per la comunità svizzera – la più numerosa colonia straniera nel Regno – formata prevalentemente da protestanti.

Mentre gli svizzeri residenti nella capitale chiesero asilo nel cimitero inglese di Santa Maria della Fede Link esterno(che accolse, tra gli altri, i resti mortali di Oscar Meuricoffre, David Vonwiller, Alfredo e Arnoldo Freitag) che ben presto divenne a maggioranza svizzera, i cittadini elvetici residenti nelle periferie del Regno decisero di creare dei cimiteri… autogestiti (e spesso clandestini).

Nel giorno della commemorazione dei defunti, Oltre la news vi porta a Piedimonte MateseLink esterno (già Piedimonte d’Alife), cittadina al confine con il Molise dove Gian Giacomo EggLink esterno, a inizio Ottocento, fondò un’industria tessile e dove sorse il cimitero degli svizzeri.

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