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L'esercito francese lascia il Mali

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Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che ritirerà le truppe dal Mali dove erano impegnate da nove anni nella lotta contro i gruppi jihadisti di Al Qaeda e IS. Dopo un golpe nel Paese, i francesi sono stati più volte spinti verso la porta d’uscita dalla giunta militare al potere.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 febbraio 2022 - 21:01
tvsvizzera.it/mrj

Sono 2'500 i soldati che lasceranno il Paese nei i prossimi mesi, ha detto il capo di Stato, ma non per tornare a casa: faranno base in Niger. Lo scopo della permanenza in zona di Francia e alleati è quello di evitare che alle porte dell’Europa si crei un califfato come quello siriano iracheno. Anche perché aa situazione nel Sahel è sempre più instabile.

Quello dell’esercito francese sembra essere un fallimento a tutti gli effetti, anche se Macron non usa questa parola. “All’inizio l’esercito ha fatto l’errore di allearsi a un piccolo gruppo di tuareg separatisti. È durato pochi mesi, ma è bastato per generare diffidenza. In ogni caso, dopo tre anni, qualsiasi esercito straniero diventa un esercito di occupazione”, ha spiegato ai microfoni della RSI l’ex ambasciatore francese in Mali Nicolas Normand.

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