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L'albicocca ha il sonno tormentato

Inverni caldi e gelate primaverili ne stanno abbattendo la produzione, dal Vallese al Mediterraneo. A Pisa si studia perché.

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 agosto 2021 - 13:18
Gilberto Mastromatteo, RSI News
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Un' inattesa gelata ad aprile, per due anni consecutivi, ha devastato la produzione delle albicocche. In Vallese, quest'annoLink esterno, si è registrato un calo del 70 per cento. L'annata peggiore degli ultimi trent'anni. Ma perché l'albicocca è in crisi? La colpa è del cambiamento climatico. Gli inverni sempre più miti ne compromettono il sonno. E in primavera inoltrata, gli eventi climatici estremi, come le gelate fuori stagione di aprile, ne bloccano il risveglio.

All'Università di Pisa l'albicocca è sotto osservazione da oltre 40 anni. Il team di agronomi formato da Susanna Bartolini, Raffaella Viti e Rossano Massai ne ha evidenziato tutte le difficoltà legate al clima. E lavora per selezionare le varietà più adattabili. Di recente, ha dovuto trasferire dal litorale livornese all'entroterra pisano “l'Oasi dell'albicoccoLink esterno”, una collezione di 300 varietà da tutto il mondo, iniziata negli anni Sessanta dal professor Rolando Guerriero. Motivo? Il caldo sempre maggiore.

Dell'”insonnia delle albicocche” si è occupato nel suo recente libro Fragole d'invernoLink esterno, Fabio Ciconte, direttore dell'associazione TerraLink esterno, che si occupa delle questioni ambientali e sociali legate all'agricoltura.

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